Si accende il dibattito politico a Bari. Oggetto del contendere la delibera relativa alla determinazione della misura delle indennità di funzione dei gettoni di presenza dei componenti degli organi municipali ai sensi del decreto ministeriale di concerto con il Ministro delle dell’interno di concerto con il Ministro dell’Economia e finanze del 6 agosto 2024. L’opposizione attacca sulle indennità di funzione e dei gettoni di presenza delle Presidenti di Municipio e dei Consiglieri di Municipio.
Una proposta che arriva tardi. Da due mesi ormai infatti sia le Presidenti dei municipi sia i relativi consiglieri di municipio non percepiscono i loro compensi. Ciò che ha reso incandescente la seduta di ieri, 22 ottobre, del consiglio comunale di Bari è stata la disparità importante tra compenso dei consiglieri comunali, intorno ai 1300€, e quello dei presidenti di municipio, circa 5300€ senza distinzione tra grandi e piccoli municipi.
Cifre oltremodo esagerate se si considera che la Premier Meloni percepisce 6200€, sostengono le opposizioni.
Tra gli interventi più incisivi quello del consigliere Carrieri, in quota Forza Italia e quello di Fabio Romito, in quota Lega Nord che ha ricordato come, oltre alle spese considerate eccessive per i presidenti di municipio, vi siano anche quelle riguardanti gli assessori, circa 8000€, molti dei quali assenti ieri durante il dibattito. “Partecipare ai question time è un loro dovere” continua Romito.
È stato sottolineato inoltre da parte dell’opposizione come la delibera oggetto della votazione non fosse stata condivisa con la commissione consiliare speciale per il decentramento ma semplicemente illustrata. Inoltre Romito ha attaccato duramente anche il “turnover”, ovvero la traslazione che a suo parere c’è stata, tra Presidenti di Municipio e Consiglieri comunali, quasi come delle sostituzioni in “una specie di ufficio di collocamento”.
“Ruolo importantissimo” invece per molti consiglieri della maggioranza di centro sinistra è quello che verrà svolto dai Municipi, e ancora “atto di responsabilità”. È stato inoltre specificato che spesso gli emolumenti di cui si parla non sono importi netti ma lordi, per cui una quota IRPEF, tra il 27% e il 45% viene poi decurtata. In caso di dissenso poi, “si possono proporre emendamenti” ricorda il consigliere Loprieno.
“Ruolo fondamentale se riempito di effettivi poteri” rincara la dose il consigliere Ciaula e “sentinelle del territorio” per il consigliere Bronzini.
Successivamente, per calmare gli animi, è intervenuto il Sindaco Vito Leccese: “il tema del decentramento amministrativo va affrontato coraggiosamente. Per affrontare questo tema va riformato il regolamento approvato dieci anni fa”.
Non sarà solo, continua il Sindaco, un problema di risorse finanziarie o risorse umane ma anche di competenze e procedimenti amministrativi da un punto di vista contabile. E la competenza sull’approvazione dei regolamenti da modificare è competenza esclusiva del consiglio su proposta della giunta o dei consiglieri secondo le modalità previste dal testo unico. Municipi siano allora, ribadisce Leccese, “servizi al luogo più vicino per il cittadino” e non altro presidio di rappresentanza sul territorio.
La delibera è stata approvata con larga maggioranza, ora sarà compito dell’amministrazione dare il giusto peso a quanto votato in consiglio.











