HomeCronacaEmergenza e farmaci. Stretta di mano tra croci verdi e Protezione civile

Emergenza e farmaci. Stretta di mano tra croci verdi e Protezione civile

A Bari la convention dei farmacisti volontari, una risorsa per la protezione civile da non sottovalutare, ma anche da dovere e potere utilizzare al meglio. La due giorni, aperta dal presidente della Puglia, Roberta Lupoli “I farmacisti volontari nelle grandi emergenze sanitarie: ricerca, soluzione è strategie per i nuovi modelli organizzativi”. In cattedra un susseguirsi interventi di autorevoli relatori che hanno arricchito professionalmente e umanamente il background dei farmacisti provenienti da tutta la regione.

L’associazione Nazionale Farmacisti Volontari Protezione Civile è nata a seguito del terremoto in Abruzzo dell’aprile 2009, oggi è cresciuta fino ad avere sei gruppi distribuiti su tutto il territorio italiano. Da quanto operate sul territorio pugliese?

“In Puglia siamo attivi da Maggio 2012. La nostra Associazione è nata su input dell’Ordine dei farmacisti di Bari e Bat perché in seguito al disastro che ha devastato la popolazione abruzzese, alcuni nostri colleghi sono partiti spontaneamente per supportare il lavoro dei colleghi della provincia di Cuneo che hanno costituito il primo nucleo di Farmacisti Volontari di Protezione civile. Quindi a seguito di questa esperienza con il nostro presidente onorario Luigi D’Ambrosio Lettieri, abbiamo lavorato per  costituirci come associazione scegliendo di essere presenti in modo capillare in tutto il territorio pugliese. Infatti il nostro statuto prevede che i consiglieri rappresentino tutte le province, così da poterci muovere in modo organico sia per quello che riguarda le nostre iniziative, sia per quello che concerne le emergenze vere e proprie”.

Siete reduci da una esperienza che vi ha portato dal 16 al 18 ottobre  a Lampedusa. Cosa portare di quelle giornate oggi?

“Mi è ancora difficile parlarne perché è stata una esperienza umanamente fortissima. La solidarietà ti coglie all’improvviso. Puoi supporre di essere preparato quanto vuoi; di avere le attrezzature più all’avanguardia, ma poi quando ti trovi davvero ad affrontare un’emergenza come è accaduto a Lampedusa, in cui nella notte, dalle barche dei pescatori sono stati raccolti superstiti a braccia tese per salvarli dalle acque, ti accorgi che è importante predisporsi a sacrifare qualunque cosa in questa circostanze di estrema difficoltà”.

A tal proposito si evidenzia l’importanza del ruolo del farmacista preparatore. Tra gli argomenti trattati nelle giornate dell’ultimo meeting, lo scorso weekend, anche la “Preparazione Galenica” fondamentale nell’Emergenza.

“Infatti i corsi che organizziamo sono destinati a tutti i farmacisti della regione e delle regioni limitrofe, perché vogliamo che i colleghi sia informati e capiscano che essendo dei sanitari, possono comunque in ogni momento portare avanti nel discorso dell’emergenze oltre che la dispensazione dei farmaci a la preparazione galenica (medicamenti preparati estemporaneamete ndr). Tra l’altro cominciamo a sviluppare l’idea di un laboratorio galenico di emergenza;  stiamo lavorando sulla stesura di linee guida con la dotazione dei minimi, come già fatto per i farmaci, che ci consenta in caso di emergenza in poche ore, di sopperire all’assenza o alla difficoltà di reperire un farmaco con preparati estemporanei. Immaginiamo inoltre, lì dove si sia costretti, che possa tornare utile sconfezionare i farmaci”.

Cosa che attualmte non è possibile.

“La legislazione farmaceutica di emergenza ci aiuta però restando all’interno di quei confini, diciamo che la galenica può tornarci d’aiuto”.

Oggi che la professione è sempre più vittima delle leggi del mercato invece è più che mai una necessità resuscitare il ruolo professionale, civile e deontologico del farmacista

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Maria Pia Ferrante
Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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