Il ricordo dell’olocausto, fatto attraverso le canzoni che lo hanno raccontato, da Francesco Guccini a Leonard Cohen, da Franco Battiato a Bob Dylan, inframezzato da musiche appartenenti a culture popolari di terre ancora oggi oppresse e abusate come Palestina, Armenia, Sudamerica e Africa. È stata La Ballata della Memoria Immemore, uno spettacolo musicale presentato a Gioia del Colle lunedì 27 gennaio in occasione del Giorno della Memoria.
Più che una ‘classica’ commemorazione, un’ampia riflessione sul pensiero universale di memoria. È stato questo l’obiettivo della serata-evento, curata dal maestro Giovanni Chiapparino, benintesa come appuntamento trasversale e ‘alternativo’ che ha toccato non soltanto le vicende della Shoah, quindi la storia più disumana del Novecento europeo, ma ne ha voluto sottolineare altresì il pericoloso parallelismo che la cronaca odierna sputa con buona leggerezza, nonché le vicende di stretta attualità che attanagliano popoli ancora sottomessi e sfruttati.
«Creare una commemorazione in questo periodo storico è abbastanza complesso, un forte tranello di coscienza, qualcosa di distopico. Trump parla di deportati, noi (europei) gli andiamo dietro. E nel frattempo celebriamo la liberazione di Auschwitz – precisa Giovanni Chiapparino -. I conflitti nel mondo sono troppi e tutti seguono la stessa scia che ha seguito il nazi-fascismo: l’abuso di potere. Come realizzare una commemorazione senza negare né alle vittime dell’olocausto di essere ricordate né di offendere chi giustamente oggi si sente oppresso nella stessa maniera? Quindi l’idea di celebrare il concetto di memoria e a consolidare metaforicamente quanto abbiamo voluto prendere quattro zone del mondo devastate dalla guerra e comporre lo spettacolo dividendo in altrettante parti che si aprissero ognuna con un brano di queste terre come fosse la colonna sonora di quanto successo ottant’anni fa. Come a dire: non è cambiato nulla».
È stata la musica a fare da padrona al Teatro Rossini, musica decodificata come àncora di salvezza e strumento di meditazione e protesta. Sul palco il collettivo Incantus nelle persone di Domenico Lopez (chitarra), Antonello Losacco (contrabbasso), Ilaria Stoppini (flauto traverso), lo stesso Chiapparino (percussioni), in perfetta simbiosi con due grandissimi nomi del panorama musicale internazionale: la voce di Lisa Manosperti e il sax di Roberto Ottaviano.
«Nel momento in cui gli ultimi testimoni dovessero morire, il Giorno della Memoria lo metteremo nella valigia dei ricordi come si mettono cartoline e fotografie. Ma il ricordo non è la memoria: è la stessa valigia – sottolinea il dottor Vito Mastrovito, presidente dell’Università della III età e del tempo libero di Gioia del Colle-. Che non si perda la memoria nella valigia dei ricordi soprattutto perché stiamo cadendo in una memoria immemore che diventa il ricordo di qualcosa di passivo, che crediamo non ci tocchi da vicino.»
La Ballata della Memoria Immemore, promossa in collaborazione con l’A.N.P.I. di Gioia del Colle e l’UTE, con la partecipazione del Comune di Gioia del Colle, è stata certo una finestra per osservare il mondo esterno ma puranche viaggio introspettivo della camera del proprio cuore, sguardo verso un tempo passato che a quanto pare così passato non è se guardiamo il presente come tempo privo di sensibilità e coscienza, e che forse non ha ancora imparato dagli orrori scritti dagli avi.











