Dopo uan due giorni all’insegna di corti, lungometraggi e documentari, stasera va di scena alla Vallisa i Liff Award, la serata finale del Levante internationale film festival. Alle 20.30 la giuria composta da Berisha Burbuqe (regista macedone e direttrice del Teatro nazionale del Kosovo), Sergey Lavrentiev (attore e critico cinematografico russo) e dai giornalisti e critici Nicola Calocero e Livio Costarella assegneranno il prestigioso Titus, la statuetta disegnata dall’artista Giuseppe Teofilo, e un premio in denaro.
Titus, come il protagonista de libro Gorilla nella nebbia, che la naturalista americana Dian Fossey scrisse prima di essere uccisa proprio dal suo lavoro in difesa di questi primati. Titus che, inoltre, interpretò se stesso al fianco di Sigourney Weaver, nel film di Michael Apted del 1988 – tratto dal libro – e che nel 2008 è stato protagonista di un documentario della BBC, The gorilla king. Titus che è infine morto in Ruanda, all’età di trentacinque anni.
In questa due giorni per le tre categorie Investigation (documentari), Custom (lungometraggi) e Experience (corti) sono stati proiettati: Be happy di Javier Chavanel Fraile (Spagna, 18’), Gli Uraniani di Gianni Gatti (Italia, 24’), The heat di Bartosz Kruhlik (Polonia, 21’), Four postcards to Marta di Hernan Talavera (Spagna, 10’), Poong Jang di Ji Hun Park (Corea del Sud, 21’), I’m Festival di Alessio Perisano, Mario Vezza (Italia, 30’), La force de l’age di Quentin Lecocq (Francia, 24’), Io non ti conosco di Stefano Accorsi (Italia, 14’), Foreign Body di Christian Werner (Germania, 64’), Bienvenidos di Javier Fesse (Spagna, 27’), Bordless di Amir Hossein Asgari (Iran, 138’), 600 $ di Orial Cardus (Spagna, 18’), La smorfia di Emanuele Palamara (Italia, 16’), Una hora, un paso di Aitor Iturriza, Bernat Gual (Spagna, 13’), Nel silenzio di Lorenzo Ferrante, Matteo Ricca (Italia,15’), Once Upon a time in Ukraine di Igor Parfenov (Ucraina, 100’), Pepputto di Giovanni Rosa, Sergio Ruffino (Italia, 29’), Climas di Enrica Perez (Perù, 84’), The baby di Ali Asgari (Iran, 15’), Ana di Alexa Visarion (Romania, 87’),











