Un percorso iniziato oltre cinque anni fa con la costituzione di un apposito Comitato nella volontà dei produttori locali che con il sacrificio delle proprie famiglie, veri pionieri definiti dal sindaco Lorenzo Netti, hanno avviato una lodevole tradizione culinaria oggi riconosciuta in tutto il mondo. Allo stesso Comitato promotore, guidato dalla persona di Lorenzo Milano, l’importante compito di presentare ufficialmente il disciplinare di produzione per il riconoscimento del marchio I.G.P. della zampina di Sammichele.
La lettura per il pubblico accertamento della “Zampina di Sammichele di Bari I.G.P.” è stata sottoposta al nutrito parterre uditorio giovedì 27 marzo dalla sala consiliare del Palazzo comunale di Sammichele. Non poteva che essere che un atto particolarmente partecipato, democratico, una data di inequivocabile valenza storica nonché un appuntamento di epocale portata comunitaria, nel piccolo comune del sud-est barese. La riunione di pubblico accertamento ha rappresentato altresì un momento di ritrovata unione e cooperazione degli operatori del settore, un matrimonio tutt’altro lapalissiano che ne ha evidenziato la forza di un popolo.
Alla presenza di funzionari ministeriali la lettura del disciplinare, oltremodo presenziato da diverse cariche istituzionali, dalle senatrici Maria Nocco e Domenica Spinelli, al presidente della Commissione delle Attività produttive e Agricole della Regione Puglia Francesco Paolicelli e i consiglieri regionali Stefano Lacatena e Lucia Parchitelli. Non sono mancati i produttori locali, tantissimi cittadini, le associazioni di categoria. Obiettivo del pubblico incontro rappresentare eventuali osservazioni al Comitato: unica voce fuori dal coro unanime ed entusiasta quella del presidente dell’associazione “Faldacchea di Turi” Stefano De Carolis che ha sollevato invano alcune osservazioni per riscrivere i confini territoriali di produzione e di vendita della “Zampina di Sammichele di Bari I.G.P.” partendo da un discorso di natura storica.
Al termine della lettura, otto gli articoli raccolti nel disciplinare: denominazione e descrizione del prodotto (artt. 1-2), zona di produzione (art.3), prova dell’origine (art.4), metodo di produzione (art.5), legame con l’ambiente (art.6), controlli (art.7) e confezionamento e etichettatura (art.8).
Al netto della volontà comune le dovute modifiche sono state apportate al disciplinare che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e, se privo di opposizioni, sarà trasmesso alla Commissione europea. Un nuovo tassello nel complesso iter burocratico è stato apportato: la serata quindi non poteva che concludersi in un clima di festa tra abbracci e sorrisi. E con la degustazione delle prelibatezze locali come la stessa zampina, la fecàzze a lìvre, i taralli, i bocconcini e il buon vino.
Ripercorrendo i fatti. La costituzione del Comitato avvenne nel febbraio 2020, poi però la pandemia. Il progetto è venuto dopo sotto la guida sapiente della professoressa Marilia Tantillo che ha seguito l’iter per la formulazione della richiesta coadiuvando i lavori. La proposta così formulata è passata dapprima dalla Regione Puglia, accolta positivamente nel giugno 2023, poi dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che ne ha valutato la richiesta, quindi l’istruttoria nel settembre 2024 e il tavolo per il “pubblico accertamento” con le parti interessate alla presenza di alcuni funzionari ministeriali avvenuto difatti il 27 marzo 2025. Con le dovute modifiche del disciplinare, il documento sarà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e, se nessun soggetto si opporrà in 30 giorni, verrà trasmesso a Bruxelles e ulteriormente posto in esame alla Commissione europea. Sarà vagliata la conformità e pubblicata la richiesta sulla Gazzetta Ufficiale UE. Se nei 3 mesi successivi non si accolgono eventuali opposizioni il prodotto ottiene il riconoscimento e viene iscritto nell’Albo comunitario. Il documento così entra a pieno titolo “in vigore” e dovrà essere rispettato in ogni sua parte dai produttori, previa sanzioni.![]()










