Per evitare lo sfaldamento totale del Vecchio Continente è indispensabile rifondare, in forma federale, la Nazione Europa, per recuperare un rapporto alla pari con gli Stati Uniti e interrompere la spirale distruttiva con la Russia. Un avviso, un monito, un avvertimento nella tempesta e nel caos che caratterizza gli attuali scenari geopolitici internazionali.

A lanciarlo è Gian Carlo Cocco, docente di Economia del capitale umano e di Neuromanagement presso l’Università e-Campus di Novedrate (Como) che ha pubblicato ventisette libri nel campo del management, dell’organizzazione e delle neuroscienze, nel suo nuovo libro “Sopravvivrà l’Europa? La guerra occulta degli USA contro l’Europa”, edito da Mursia.

Il volume, impreziosito dalla prefazione firmata da Marcello Foa, delinea più le ombre che le luci del controverso rapporto tra Stati Uniti ed Europa. I primi, dall’11 settembre 2001, ossia dopo l’attacco terroristico alle Torre Gemelle, hanno speso 21.000 miliardi di dollari per finanziare guerre e tenere efficiente l’intero sistema militare. Un’escalation, giustificata in nome della “sicurezza”, che ha un costo altissimo in termini di sorveglianza e di minacce alla privacy individuale e all’autonomia di molte nazioni, a giudizio dell’autore.

Nelle pagine del libro, senza fronzoli e in maniera diretta, Cocco evidenzia le storture legate al «capitalismo della sorveglianza», diffuso capillarmente dalla digitalizzazione, la quale scardina ogni forma di autonomia di pensiero individuale e sociale e diffonde il «pensiero unico».

Altra forma di manipolazione, che ha trasformato l’economia dello sviluppo nel «turbo-capitalismo» che esalta il monetarismo esasperato, si basa sulla speculazione finanziaria globale e fa leva sull’esplosione del debito pubblico e privato a vantaggio di una ridottissima percentuale di monopolisti.

Infine, per consolidare l’egemonia politica ed economica sul pianeta, sono stati svolti devastanti interventi militari. In risposta l’Europa ha continuato, secondo l’autore, a oscillare tra la sudditanza asservita e il velleitario ribellismo.

 

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