HomeCronacaFarmaci, lo strano caso di EllaOne

Farmaci, lo strano caso di EllaOne

L’ulipristal acetato 30 mg in arte EllaOne , per tutti la pillola dei 5 giorni, per qualcuna l’abortiva senza tracce è nei fatti il principio attivo che agisce in due modi: da una parte ritarda o blocca l’ovulazione, dall’altra si ritiene rallenti la maturazione dell’endometrio, facendo sì che l’embrione non venga impiantato. Se da un lato i farmacisti già dai tempi di Norlevo (la pillola dei tre giorni, per intenderci), da qualche anno stanno chiedendo di poter beneficiare del diritto all’obiezione di coscienza dall’altro molti medici ginecologi obiettano sull’imparzialità degli studi di screening che  l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) a sua volta difende e contraddice la definizione di EllaOne farmaco abortivo.

Ma ai dispareri etici e deontologici si aggiungono quelli legislativi, che fanno del medicinale l’anticoncezionale per tutti.

Diremmo.

Perché? EllaOne è dispensabile solo su prescrizione medica non ripetibile se prescritto a soggetti minorenni, ma non ha obbligo di prescrizione, ovvero è un SOP, se destinato alle donne che hanno superato la maggiore età?

Ma quanto è facile aggirare le regole se c’è una doppia via di spedizione?

Quanto ci vuole perché una zia “svampita” acquisti il farmaco per la nipote minorenne “distratta”?

A tal proposito vi raccontiamo una storia. Una sera in una farmacia del capoluogo pugliese entra un ragazzo che chiede EllaOne perché ha avuto un rapporto a rischio.

La farmacista, diligentemente, chiede che sia la ragazza a richiedere e a ritirare il farmaco, esigibile solo alle maggiorenni previa presentazione di un documento (che per legge il professionista non è tenuto a registrare). Tempo due minuti il giovane rientra con la ragazza; carta d’identità alla mano, così la dottoressa, come legge prevede, eroga il medicinale rendendo noti alla coppia gli eventuali effetti collaterali del medicamento.

Questa volta, tempo un minuto e l’accompagnatrice torna indietro preoccupata degli eventuali effetti collaterali. Sa’, è che in realtà il farmaco non è per me. Shock! Le dottoresse restano a metà tra il deluso e perplesso. Deluso perché credendo di essere lì a erogare un servizio a favore del cittadino si sentono vittime di un sistema incapace di gestire in maniera ligia le emergenze a discapito dell’onestà intellettuale del professionista e della sicurezza della salute del paziente.

Perplesso perché d’altra parte, chi fa le regole dirige un sistema lontano dalla realtà professionale e lascia i pazienti in balia di un destino che sarebbe invece monitorabile.

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Maria Pia Ferrante
Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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