“Per trent’anni abbiamo creduto nella fine della storia, in un futuro di pace, progresso e globalizzazione inarrestabile. Ma era un’illusione. Oggi, tra guerre, disuguaglianze e nuove sfide globali, il mondo ci costringe a riaprire gli occhi. Siamo pronti a farlo davvero?”.
Correva l’anno 1989 quando veniva abbattuto, pezzo per pezzo, il Muro di Berlino. La fine di un’epoca, una svolta storica attesa da tanti ma non senza importanti risvolti. A seguire, cadeva l’Unione Sovietica, il mondo sembrava ormai “occidentalizzato” e a guida targata Stati Uniti. Decenni di apparente prosperità, anche se con focolai di guerre, spesso dimenticate, che non sembravano poter mettere in discussione l’ordine precostituito. Ma il disordine era appena dietro l’angolo.
Nel libro “Disordine”, pubblicato da Il Sole 24 ore, si disegnano le nuove coordinate del mondo attuale, quello che fa seguito ai decenni precedenti in cui la geopolitica sembrava avere trovato un equilibrio duraturo e, per certi versi, vincente.
L’autore è Giuliano Noci, Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, dove ha fondato il primo campus internazionale dell’Ateneo a Xi’an (Cina). Esperto di innovazione e strategie globali, siede nel Comitato della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la definizione della strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale. Osservatore lucido delle trasformazioni sistemiche, nel suo saggio offre una lettura originale del disordine contemporaneo e delle sue possibili sintesi.
A giudizio dell’autore, il disordine attuale non rappresenta un “semplice” incidente ma il sintomo e, insieme, la causa di un mondo frammentato. Un mondo in cui prevalgono le polarità: sovranismo e globalizzazione, indebitamento e frugalità, vecchio e giovane, intelligenza umana e artificiale. Secondo Noci è proprio da questo caos che può nascere una nuova sintesi. Ma serve una prospettiva diversa, più ampia, più profonda, più sistemica e, soprattutto, più coraggiosa. Una mappa per orientarsi nel disordine contemporaneo che abbandona i vecchi dogmi per proporre nuove connessioni, nuove chiavi di lettura, nuovi strumenti d’azione.
Il volume è impreziosito dalla prefazione firmata da Ferruccio de Bortoli.











