HomePoliticaBalneari di Taranto: "Il Piano Regionale delle Coste va nella giusta direzione"

Balneari di Taranto: “Il Piano Regionale delle Coste va nella giusta direzione”

Continua a far discutere la bozza del nuovo piano regionale delle coste. Sulla questione interviene anche il delegato di FIBA Confesercenti Taranto, Marco Lippolis: «La proposta di legge del consigliere Lacatena – spiega – mira a riformare un impianto normativo sul demanio marittimo nato male: dopo venti anni dalla nascita del Piano Regionale delle Coste finalmente c’è qualcuno che ha avuto il coraggio di riportarlo alla realtà”.

E poi Lippolis spiega: “La norma era nata come la sommatoria dei Piani Comunali della Costa, ma fu bloccata in questa visione quasi subito, per essere calata dall’alto e risultare inapplicabile nella stragrande maggioranza dei casi. I comuni costieri si vedevano – alla luce di quella norma ancora oggi vigente – cancellare la stragrande maggioranza delle concessioni, se non tutte, a causa delle norme di attuazione che vietavano per esempio di concedere spazi nei trecento metri intorno a una linea d’acqua. Ma le mappe utilizzate hanno più di cinquant’anni e a distanza di mezzo secolo il territorio è mutato del tutto: sono stati costruiti interi territori, e sono stati realizzati canali di raccolta delle acque piovane per regimentare il flusso di esse”.

“Morale, la decisione “torna” ai Sindaci con questa norma, gli unici che possono conoscere molto meglio di una struttura lontana il proprio territorio, le criticità e le caratteristiche dello stesso.” Sulla questione che sta tenendo banco, ovvero quella delle percentuali da destinare alle spiagge libere Lippolis afferma che “la percentuale realmente destinata a spiagge libere è scarsa, perch>è una buona parte di esse viene definita e classificata come “Spiaggia libera con Servizi”, ma nella realtà si tratta di stabilimento balneari veri e propri che ovviamente riducono le possibilità di mare libero dell’utenza che non vuole usufruire di servizi alla balneazione. Bene si farebbe a ridurre questa percentuale, oppure a rendere davvero libere quelle aree, con i servizi igienici, docce, bar e quant’altro a pagamento, ma con l’arenile del tutto libero alla fruizione collettiva. Dobbiamo rispettare il territorio e la popolazione, fino a ieri questo non è accaduto, e Lacatena sta andando nella direzione giusta.”

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Redazione
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