Una autonomina che adesso finirà sotto la lente d’ingrandimento dell’Anac. Alcune settimane fa (il 26 giugno) il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha nominato se stesso nel Consiglio d’indirizzo della Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, un organo con ampi poteri di governo e controllo, tra cui la nomina e revoca delle figure apicali, l’approvazione dei bilanci e la modifica di statuto e regolamenti.
La notizia ha spinto l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ad aprire un’istruttoria per verificare eventuali profili di incompatibilità e inconferibilità dell’incarico.
A segnalare l’anomalia è stato il Ministero della Cultura, che il 16 luglio ha inviato una lettera alla Fondazione, alla Regione Puglia e all’Anac, chiedendo chiarimenti.
Il decreto di nomina, a firma del vicepresidente della Giunta Raffaele Piemontese, crea di fatto un problema di conflitto di competenze. Infatti la Fondazione Petruzzelli, ente di diritto privato ma che riceve sostanzione sovvenzioni da parte della Regione Puglia, prevede che un componente del Consiglio d’indirizzo sia nominato direttamente dal presidente della Regione. E tuttavia la scelta fatta da Emiliano crea il conflitto giuridico che il governatore ricopre al tempo stesso il ruolo di nominante e di nominato, ne varrebbe l’artifizio di un decreto a firma del vicepresidente.
Perplessità di carattere giuridico e soprattutto politico che, naturalmente, sono state sottolineate dalle opposizioni in Consiglio Regionale.
Per i Consiglieri di Fratelli d’Italia “Ci consola aver oggi avuto ragione anche dall’ANAC, ma francamente era quanto meno palesemente inopportuno che il vicepresidente della Regione, Raffaele Piemontese, il 26 giugno scorso, avesse indicato nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Petruzzelli, in quota Regione Puglia, il governatore Michele Emiliano. Una sorta di controllore e controllato nella stessa persona. Lo avevamo denunciato, ma ormai la spregiudicatezza con la quale questo Governo Emiliano procede nelle nomine non era neppure riuscita a far indignare i tanti che oggi, giustamente, accendono un riflettore su una nomina che davvero è la ciliegina sulla torta di una gestione di potere mai vista prima”.
“Il CdA della Fondazione, sul quale pesa un finanziamento della stessa Regione Puglia per ben tre milioni di euro, è l’organo di indirizzo del Teatro Petruzzelli, Emiliano facendone parte praticamente decide come gestire le risorse che lui stesso come presidente assegna. Una follia! Ancora più assurda se si tiene conto che per ‘fedeltà’, che diventa servilismo, a fare questa operazione si è prestato il vicepresidente Piemontese che ha una delega assessorile importante come quella della Sanità. Il sol pensiero fa tremare i polsi. Tenuto conto che la nomina del rappresentante spetta unicamente ad Emiliano e la firma di Piemontese potrebbe essere illegittima. Insomma, un pasticcio che oggi porta il Teatro Petruzzelli, che con la gestione dell’ex sovrintendente Massimo Biscardi, aveva acquisito anche un’autorevolezza internazionale per il prestigio artistico, nel tritacarne della gestione di potere ‘Made Emiliano’.”
“A questo punto un consiglio non richiesto a Emiliano: nomini se stesso anche nel CdA dell’Acquedotto pugliese visto che molte sedute per il rinnovo del nuovo organismo vanno deserte perché il governatore non trova la quadra su chi e come accontentare per accrescere il suo potere… in dirittura d’arrivo, perché la bella notizia per i pugliesi è che: l’era Emiliano ha le ore contate!”
Anche il senatore Filippo Melchiorre chiede chiarimenti al Governatore. “Il delirio di onnipotenza di Michele Emiliano sembra non conoscere limiti. Questo incarico permette di avere potere di governo e controllo dell’istituzione, nonché tutti i poteri di nomina e revoca delle figure apicali, di approvazione dei bilanci e di redazione e modifica dello statuto. Utile ricordare che la Petruzzelli è una Fondazione di diritto privato, che attribuisce la competenza della nomina direttamente al presidente della Regione Puglia, pertanto Emiliano avrebbe inopportunamente vestito i panni in questa circostanza di soggetto che ha decretato la nomina e nominato. Auspico che possa chiarire quanto prima questa marchiana gaffe”.











