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Da Marcinelle alla Vlora. L’8 agosto è una data che ha segnato la storia della Puglia

L’8 agosto è una data che, per diversi approcci e situazioni, segna la storia della Puglia.

L’8 agosto 1956, nella miniera carbonifera del Bois du Cazier, morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani, 22 pugliesi. Lo ricordiamo come il disastro di Marcinelle. ‘Braccia in cambio di carbone’ era l’accordo siglato nel primo dopoguerra dai due Governi, che in cambio della materia prima all’Italia concedeva manodopera al Belgio: i nostri disoccupati. Malpagati, spesso malvisti dalla popolazione locale, ostacolati dalla scarsa conoscenza della lingua, venivano alloggiati nei primi tempi nelle stesse baracche dei campi di concentramento allestiti dai nazisti.

Il lavoro nelle miniere del Belgio fu una delle pagine più nere dell’intera storia migratoria italiana.

L’8 agosto 1991, 20mila albanesi, arrivati tutti insieme sulla nave Vlora nel Porto di Bari da Durazzo, furono accolti dal popolo barese e dalle istituzioni. La gente scese da casa con vestiti, coperte, cibo, per aiutarli in ogni modo possibile. Una pagina di umanità, civiltà, solidarietà racchiusa nelle parole del sindaco Enrico Dalfino: Sono persone, persone disperate. Non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro unica speranza.

In quel giorno l’Italia scoprì di essere una terra promessa per migliaia di migranti.
Quel giorno ventimila profughi albanesi arrivarono nel porto di Bari, ammassati a bordo della Vlora, una nave partita da Durazzo il giorno prima. Quello di Bari fu un esodo biblico: il più grande sbarco di migranti mai giunto in Italia con un un’unica nave.

La linea del governo italiano era chiara: respingimenti in mare o rimpatrio immediato. Nessuno, tuttavia, sembrava immaginare uno sbarco di tali dimensioni. Il primo a rendersene conto fu Bruno Pezzuto: l’allora viceprefetto di Brindisi negò l’ingresso della Vlora nel porto della cittadina salentina. La nave Vlora si diresse allora verso Bari, dove arrivò quasi sette ore dopo.

Questa fu la storia della nave, del suo arrivo a Bari e della catena di solidarietà e di accoglienza che, tra mille problemi, venne messa in moto nel capoluogo pugliese.

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Redazione
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