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“Il grido di Gaza arriva fino al cielo”. L’intervento di Monsignor Giuseppe Satriano

Un grido fino al Cielo arriva dal popolo di Gaza. Sulla drammatica e complicata situazione in Terra Santa e sulle condizioni in cui versano i civili costretti a Gaza arriva il forte e deciso intervento dell’Arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. Questo è il testo:

Se vuoi la pace cammina nella giustizia. Come pastore e a nome della Chiesa di Bari-Bitonto, mi unisco con forza alla voce della Presidenza della CEI per denunciare lo sfollamento forzato dei civili palestinesi dalla Striscia di Gaza. Esprimo piena solidarietà ai Patriarchi di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa e Teofilo III, che hanno coraggiosamente scelto di rimanere nei due complessi cristiani di Gaza “per continuare a prendersi cura di tutti coloro che vi si troveranno”.

Come Chiesa di Bari-Bitonto, ci uniamo alla voce di Papa Leone XIV e dei Patriarchi di Gerusalemme per chiedere con determinazione: la liberazione immediata di tutti gli ostaggi; un cessate il fuoco permanente; l’ingresso sicuro e rapido degli aiuti umanitari; il rispetto integrale del diritto internazionale e umanitario, in particolare l’obbligo di proteggere i civili e il divieto assoluto di punizioni collettive, uso indiscriminato della forza e spostamenti forzati della popolazione.

La decisione dei Patriarchi di rimanere a Gaza, condividendo il destino di una popolazione stremata, non è un atto politico, ma un gesto profetico: un Vangelo vissuto che interpella la coscienza di tutti, credenti e non credenti. Nella loro dichiarazione congiunta, che facciamo nostra, si legge: “Non può esserci futuro basato sulla prigionia, lo sfollamento dei palestinesi o la vendetta. Non vi è alcuna ragione che giustifichi lo sfollamento deliberato e forzato di civili”.

Papa Leone XIV ha ricordato che “la pace non è un’utopia da custodire nel cuore, ma un compito da edificare insieme”. Serve un risveglio della responsabilità collettiva.

Le immagini che ci giungono dalla Terra Santa sono ferite che lacerano l’umanità e ci interpellano come credenti e cittadini del mondo. Mentre la violenza dilaga, si assiste anche alla dissoluzione morale di un progetto di democrazia in Medio Oriente. È necessario un impegno di giustizia e che la pressione internazionale distingua tra il governo e il popolo, per evitare di alimentare la retorica dell’assedio. Non si tratta di scegliere “da che parte stare”, ma di difendere la vita, la dignità e la pace. La nostra voce si unisce a quella di chi invoca pace e giustizia, sapendo che il silenzio è complicità e che la neutralità, oggi, è impossibile.

La Terra Santa geme. Il suo grido sale fino al cielo. Con cuore inquieto e mani operose, camminiamo insieme. Per Gaza. Per Israele. Per la Palestina. Per la Terra Santa. Per l’umanità intera.

Monsignor Giuseppe Satriano
Arcivescovo di Bari-Bitonto

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Redazione
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