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Una mobilitazione che parte dal Mezzogiorno per guardare al Sud globale. È questo l’obiettivo del corteo indetto per sabato 10 gennaio a Bari, con appuntamento fissato alle ore 16:00 in Piazza Umberto. La manifestazione nasce come risposta politica a quelli che gli organizzatori definiscono attacchi diretti alla sovranità della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Le ragioni della protesta: “Un sequestro per il petrolio”
Il cuore della mobilitazione risiede nella ferma condanna delle recenti azioni statunitensi contro la dirigenza venezuelana. Gli organizzatori denunciano con forza la natura economica e politica dell’offensiva: “condanniamo l’aggressione imperialista degli USA che ha colpito la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il sequestro del legittimo presidente Nicolas Maduro e Cilia Flores. Un’operazione terroristica che mira al petrolio e alle risorse del Venezuela e al suo progetto rivoluzionario bolivariano e antimperialista.”
Secondo i promotori, l’azione degli Stati Uniti non sarebbe che un tentativo di ripristinare logiche coloniali ormai superate, descrivendola come una manovra che “mischia odio politico e mire imperialistiche, all’insegna del recupero della dottrina Monroe”.
La critica ai media e alla “narrazione occidentale”
Un altro punto centrale del comunicato riguarda il ruolo dell’informazione internazionale. I manifestanti accusano i media mainstream di ignorare il sostegno popolare di cui godrebbe il governo di Caracas, preferendo una ricostruzione parziale degli eventi.”Nei paesi occidentali l’aggressione si gioca a colpi di fake news e di una narrazione che prova a legittimare l’aggressione statunitense, mentre i media non mostrano il popolo venezuelano sceso in milioni nelle piazze del paese a difendere la Repubblica bolivariana.”
Dal Venezuela alla Palestina: l’attacco al Governo Meloni
La piazza di Bari non sarà solo un momento di solidarietà verso Caracas, ma anche una piattaforma di contestazione contro la politica estera italiana. Gli organizzatori mettono in correlazione diversi scenari di crisi globale, puntando il dito contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. “Scendiamo in piazza contro il governo Meloni complice, che appoggia il genocidio sionista in Palestina e l’aggressività statunitense: da Gaza a Caracas, l’imperialismo USA strangola i popoli del mondo.”
Le richieste dei manifestanti
Il corteo si prefigge obiettivi chiari, che verranno ribaditi durante il percorso nelle vie del centro:
L’immediato rilascio di Nicolas Maduro e di Cilia Flores.
La fine immediata di tutte le sanzioni e dell’embargo economico imposto dagli Stati Uniti.
Il riconoscimento della sovranità nazionale del Venezuela contro ogni interferenza esterna.
“Noi rispondiamo chiamando alla mobilitazione,” concludono gli organizzatori, “per esprimere solidarietà e vicinanza al popolo di Chavez e difendere il diritto di ogni nazione a scegliere il proprio destino”.
Questi i promotori:











