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Enel lancia Open Fiber: energia e fibra ottica insieme

Enel ha ufficialmente presentato il progetto “Enel Open Fiber” che prevede la copertura della fibra ottica in 224 città italiane. A dispetto delle altre nazioni nel mondo, l’Italia ha sempre sofferto un gap clamorosamente vergognoso nel campo delle connessioni internet veloci.

Negli ultimi due anni, tuttavia la situazione sembrerebbe aver cambiato piega, con la possibilità di far ritornare il nostro paese tra quelli “civilizzati” che usufruiscono della fibra ottica. Enel, in tal senso, concede il proprio sostanzioso contributo Il progetto che prevede un investimento di 2.5 miliardi di euro con un raggiungimento di circa 7.5 milioni di abitazioni.

Ma facciamo un passo indietro. Circa un anno fa l’Enel ha acquisito dall’italiana Prysmian un brevetto per un nuovo rivoluzionario cavo capace di trasportare sia il segnale su fibra che portare elettricità nelle case.

Ma chi è Prysmian?

Si tratta dell’unica vera compagnia italiana, che con 19mila dipendenti e 91 stabilimenti fra cui uno all’avanguardia a Battipaglia, vanta almeno 3 brevetti di riferimento mondiale nel settore della fibra ottica.

La tecnologia del nuovo cavo Prysmian sembrerebbe rispondere a questa esigenza, con un ulteriore vantaggio: si tratterebbe di una tecnologia tutta italiana, che consentirebbe il passaggio di elettricità e segnale internet tutto su un unico cavo.

Ma Enel diventerà un provider di rete?

Enel non diventerà un provider di rete, ma “agirà soggetto operante esclusivamente nel mercato all’ingrosso, che realizza l’infrastruttura per altri operatori autorizzati, è un importante passo avanti per la realizzazione degli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale Europea e dalla Strategia Italiana per la banda ultra larga”. Queste le parole di Francesco Starace attuale A.D. di Enel che aggiunge “Passare la fibra attraverso la nostra rete elettrica, che arriva nelle aziende e nelle case di 32 milioni di italiani, consente una copertura capillare del territorio nazionale a costi competitivi, creando valore per Enel e per tutti gli operatori che vorranno usufruire di questa nuova importante infrastruttura”.

Quindi Enel  sta definendo delle partnership strategiche e commerciali per portare la fibra ottica di altri fornitori; Wind e Vodafone sarebbero già pronte a partecipare all’iniziativa, senza contare la disponibilità di Telecom Italia e Metroweb che attendono lo sviluppo definitivo del progetto, lo rende noto l’Enel dopo che il Cda ha esaminato e condiviso il piano strategico di Enel Open Fiber, la società costituita da Enel nel dicembre scorso per realizzare e gestire infrastrutture in fibra ottica a banda ultra larga su tutto il territorio nazionale.

Secondo Francesco Starace, inoltre, l’iniziativa gioverà molto agli utenti che vogliano aderirvi poiché saranno sfruttate le infrastrutture dell’azienda già presenti nelle abitazioni, fatta eccezione per il contatore elettrico, il quale dovrà essere sostituito con uno che possa ricevere la fibra.

Enel Open Fiber sarà disponibile, in un primo momento, nelle aree di mercato dove un ritorno economico è garantito 224 città italiane nelle aree A e B (quelle non a fallimento di mercato dove non è necessario l’incentivo statale perché l’investimento generi un ritorno per le società che operano i servizi sulla fibra). Tale rete sarà realizzata interamente in fibra ottica fino a casa del cliente (Ftth) con investimenti, da approvare gradatamente, per circa 2,5 miliardi di euro dedicati allo sviluppo della rete, aperta alla partecipazione di altri investitori.

“La definizione del piano strategico di Enel Open Fiber è un importante passo avanti per la realizzazione degli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale Europea e dalla Strategia Italiana per la banda ultra larga e passare la fibra attraverso la nostra rete elettrica, che arriva nelle aziende e nelle case di 32 milioni di italiani, consente una copertura capillare del territorio nazionale a costi competitivi, creando valore per Enel e per tutti gli operatori che vorranno usufruire di questa nuova importante infrastruttura.”, conclude Starace.

Non ci resta, quindi che attendere.

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