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Svolta politica nel capoluogo ionico. Il segretario cittadino della Lega, Francesco Battista, annuncia le proprie dimissioni irrevocabili e l’addio al partito di Matteo Salvini dopo nove anni di militanza. La nuova destinazione è il movimento del Generale Roberto Vannacci.
Le dimissioni di Battista: “Un addio irrevocabile”
Con una nota che segna la fine di un lungo percorso, Battista ha ufficializzato la sua uscita dalla Lega. Non si tratta solo di una rinuncia alla carica di Segretario cittadino di Taranto, ma di una rottura totale con il partito di via Bellerio. “Lascio la carica e il partito con una decisione maturata dopo una profonda riflessione politica,” ha dichiarato Battista.
Le ragioni della rottura: crisi di identità e territorio
Secondo quanto espresso dall’ormai ex segretario, la Lega avrebbe smarrito la rotta che l’aveva resa protagonista negli anni passati. Le critiche di Battista toccano ogni livello dell’organizzazione: Perdita di credibilità: Il progetto politico è percepito come indebolito a livello nazionale e regionale. Mancanza di coerenza: Un progressivo allontanamento dai valori originari. Scollamento dal territorio: Battista lamenta la perdita del radicamento locale, fondamentale per un partito che nasceva con una forte impronta territoriale.
Nove anni di militanza: dalle origini al declino
Battista non è un volto nuovo. Il suo percorso è iniziato nove anni fa, quando la Lega a Taranto era ancora una realtà embrionale. Da semplice sostenitore a consigliere comunale, fino alla guida della segreteria cittadina, Battista ha vissuto la fase di crescita del partito quando la sfida era “costruire” e non semplicemente gestire il consenso.
Il futuro è con Roberto Vannacci e “Futuro Nazionale”
L’uscita dalla Lega non coincide con un addio alla politica attiva. Al contrario, Battista rilancia la sua azione aderendo a Futuro Nazionale, il movimento che fa capo al Generale Roberto Vannacci.
Perché Futuro Nazionale?
La scelta di seguire Vannacci nasce dalla condivisione di alcuni pilastri fondamentali che Battista non ritrova più nella Lega: Linguaggio diretto: Una comunicazione senza filtri e più vicina ai cittadini. Ritorno all’identità: La volontà di rimettere al centro i valori conservatori e identitari. Coraggio e Coerenza: Una spinta ideale che Battista definisce necessaria per l’azione politica odierna.











