HomePoliticaTrivellazioni. Perchè Emiliano non mette mano alle autorizzazioni di Vendola?

Trivellazioni. Perchè Emiliano non mette mano alle autorizzazioni di Vendola?

Procedere in autotutela e verificare la possibilità di revocare le delibere della Giunta regionale che autorizzano trivellazioni e ricerche in Puglia? Quelle in essere non sono state oggetto di riflessione da parte di Michele Emiliano che, comunque, è impegnato in prima linea per il referendum del prossimo 17 aprile. A chiedersi il motivo di questa scelta è Adriana Poli Bortone.

“La situazione delle concessioni di coltivazioni di idrocarburi in Puglia è molto più grave di quanto sappiano i cittadini pugliesi. Durante il governo regionale Vendola sono state rilasciate una quindicina fra concessioni e proroghe di cui i beneficiari principali sono stati Edison, Eni, Medoil  Gas, Vega Oil e la canadese (il partenariato Puglia Canada è noto) Gjgam Energy. Emiliano che si dichiara fortemente convinto per il sì al referendum potrebbe incominciare a rivedere tutte le delibere in questione per esaminare la possibilità di una revoca”.

A parlare è Adriana Poli Bortone, esponente salentina di Forza Italia.

Il riferimento è ad una serie di delibere della Giunta Regionale pugliese. Dalla 1109 del 2006 riguardante il permesso di ricerca a Costa Nuova alla Vega Oil Spa/ Gjgam Energy; alla delibera della giunta regionale 1110/2006: autorizzazione perforazione “Masseria De Palma 1” alla Gas Plus italiana; la delibera della giunta regionale 131/2008:permesso di ricerca fiume Bradano alla società Eni; la delibera 133/2008: concessione di coltivazione idrocarburi a Torrente Celone e Masseria Lipari1 alla Intergas Più e alla Edison; la delibera 134 del 12 febbraio 2008 (questa data ha prodotto molto in termini di devastazione) a Montecarbone  inerente il permesso di ricerca idrocarburi alla società Eni e nello stesso giorno la delibera 135 permesso di ricerca idrocarburi  a Manduria alla società Eni e la 136 permesso di ricerca idrocarburi a Massafra sempre alla Eni ; la delibera 230 del 2008 relativa alla proroga di concessione di coltivazione idrocarburi a Lucera alla società Gas Plus Italiana e la delibera 1871 del 2008: proroga di concessione di coltivazione idrocarburi a Candela alla Eni. Il  2 dicembre 2012 con delibera 2851 si concede permesso di ricerca idrocarburi a Masseria Montarozzo alla Vega il- Gjgam Energy. Nello stesso giorno con delibera 2852 proroga della concessione di coltivazione idrocarburi a Sedia Dorlando alla società Eni.

“Per ulteriori chiarimenti – sottolinea la Poli Bortone – Emiliano potrebbe chiedere notizie agli assessori dell’epoca Mario Loizzo e successivamente Loredana Capone. Non abbiamo dubbi nella coerenza di Emiliano e ci aspettiamo un suo  pronto, possibile, intervento perché la Puglia non può essere devastata ancora con concessioni, semmai rilasciate senza valutazione d’impatto ambientale e con problematici atti dell’Autorità di Bacino. In Puglia le trivelle in mare e sulla terraferma  sono spuntate non solo su pregiate aree agricole o su zone sottoposte a dissesto idrogeologico, ma addirittura in parchi naturalistici e in aree archeologiche”.

“La Puglia vuole le energie alternative, ma non vuole la devastazione del suo ambiente rurale e dei suoi beni culturali, né tantomeno l’inquinamento legalizzato come pare sia già accaduto nelle falde acquifere del sottosuolo di Capitanata alle quali attingono pastori e contadini di sia per il bestiame che per le colture”.

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Redazione
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