ROMA (ITALPRESS) – Israele e Stati Uniti hanno lanciato un attacco preventivo contro l’Iran questa mattina. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz che ha parlato di “un attacco preventivo contro l’Iran”. Katz ha dichiarato uno stato di emergenza speciale e immediato in tutto il Paese.

“Di conseguenza – ha spiegato -, si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell’immediato futuro”. Pertanto, il ministro della Difesa Katz ha firmato un’ordinanza speciale che impone uno stato di emergenza speciale sul fronte interno in tutto il territorio dello Stato di Israele”. L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riportato tre esplosioni nel centro di Teheran. Dense colonne di fumo son state avvistate questa mattina nel cielo di Teheran, in prossimità del quartiere dove risiede l’Ayatollah Ali Khamenei. Intanto, in Israele, si sono attivate le sirene per “un’allerta proattiva volta a preparare la popolazione alla possibilità di un lancio di missili nel nostro territorio”, ha detto un portavoce dell’esercito. Le Forze di difesa israeliane sottolineano che “al momento non è necessario rimanere all’interno delle aree protette”.

Si tratta di un’operazione congiunta con gli Stati Uniti, come ha confermato lo stesso presidente Donald Trump in un video postato su Truth in cui informa il popolo americano dell’inizio dell’operazione in Iran: “Abbiamo avviato un’operazione militare su larga scala in Iran”, ha spiegato. “Il nostro obiettivo è proteggere il popolo americano eliminando le minacce del regime”, ha aggiunto.

Alcune aree di Teheran restano senza internet e viene attaccato anche l’aeroporto. La tv israeliana parla di “decine di morti” tra i pasdaran, anche figure chiave. Ma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo l’agenzia statale Irna, è “rimasto illeso”. Mentre funzionari iraniani fanno sapere che la Guida suprema Khamenei non è Teheran ma è stato trasferito in un luogo sicuro. La risposta di Teheran non si fa attendere. Ufficiali del paese promettono una risposta “schiacciante”.

L’Idf fa sapere su X che l’Iran ha lanciato missili contro lo Stato ebraico e invita la popolazione a raggiungere i rifugi. Le sirene d’allarme risuonano in varie zone del Paese. I sistemi di difesa aerea israeliani intercettano diversi missili, ma a metà mattina vengono sentite esplosioni a Tel Aviv. Ma esplosioni vengono segnalate anche in altri paesi della regione: esplosioni vengono sentite nel Bahrain, a Abu Dhabi e a Doha.

Trump, che segue gli eventi dalla sua residenza a Mar-a-Lago, si fa sentire con un video messaggio da 8 minuti su Truth: “L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”. “Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l’Iran non abbia il nucleare”, spiega il commander in chief, che rivolgendosi alle Guardie Rivoluzionarie avverte: “Deponete le armi e sarete trattati giustamente con l’immunità totale o affronterete una morte certa”. Ed esorta il popolo iraniano a “prendere il controllo del proprio governo”. Un appello analogo a quello che arriva dal premier israeliano Benjamin Netanyahu che in una nota ringrazia il “grande amico” Trump per la sua “leadership storica”.

Abbiamo provato a fare un accordo, ma Teheran ha rifiutato, spiega Trump. Lo conferma anche il mediatore dell’Oman, reduce dell’ultimo round di colloqui di giovedì a Ginevra: l’Iran aveva accettato di non accumulare mai uranio arricchito, spiega il ministro degli esteri Badr Albusaidi, ma si era rifiutato di discutere altre richieste americane, dalla gittata dei missili balistici al sostegno agli alleati nella regione, tra cui Hamas, Hezbollah e gli Houthi.

Secondo il New York Times, che cita funzionari dell’amministrazione, l’attacco sarà più esteso rispetto ai raid di giungo contro gli impianti nucleari iraniani. Anche secondo la Cnn gli Usa stanno pianificando attacchi per diversi giorni. Visto l’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, la presidente del consiglio Giorgia Meloni convoca una riunione telefonica del governo.

Il ministro degli esteri Antonio Tajani fa sapere che segue gli sviluppi della situazione “in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran e Tel Aviv” e convoca una riunione alla Farnesina. Per ora, si fa sapere, non ci sono criticità per i connazionali nella regione ma il ministro annuncia che l’Italia è “pronta all’evacuazione” degli italiani rimasti in Iran

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– Foto Ipa Agency –

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