HomePoliticaPiano ospedaliero: nessuna bocciatura da Roma. Gorgoni soddisfatto

Piano ospedaliero: nessuna bocciatura da Roma. Gorgoni soddisfatto

La Puglia salva 500 milioni di euro di premialità statale per la sanità ma allunga di tre anni il piano operativo di rientro per la spesa sanitaria. Cavilli tecnici per Gorgoni, direttore del dipartimento salute della Regione Puglia, che minimizza all’indomani della riunione di ieri pomeriggio a Roma, presso la Ragioneria Generale dello Stato, sulla verifica del Programma Operativo 2013/2015.

“Nessuna sorpresa, tutto secondo previsioni e secondo quanto norma prescrive – ha detto il direttore del dipartimento Promozione della salute, Giovanni Gorgoni (nella foto insieme al presidente della Giunta Michele Emiliano) al termine dell’incontro – un confronto sereno e molto costruttivo con il tavolo tecnico che da un lato ha verificato la regolarità contabile e certificato l’equilibrio economico del settore sanità per l’anno 2015 e dall’altro il positivo superamento della soglia dei 160 punti della griglia LEA necessari per definirsi adempienti sui livelli essenziali di assistenza”.

L’incontro ha avuto un focus approfondito sul proseguimento del Programma Operativo per un ulteriore triennio così come richiesto formalmente ieri dalla Regione Puglia con nota del Presidente Emiliano.

“Si tratta di un atto di onestà istituzionale e buon senso gestionale – dice Gorgoni – del vecchio programma permanevano ancora alcune inadempienze organizzative e la normativa vigente consente di uscire dall’affiancamento ministeriale senza sanare anche una sola delle lacune solo rinunciando alle premialità economiche degli anni pregressi. Queste premialità possono valere per la Puglia anche 500 milioni di euro cui la Regione non può concedersi il lusso di rinunciare”.

L’opportunità di una prosecuzione del programma operativo si poneva anche per la condizione di squilibrio economico sorto nel corso del 2015 e dovuto soprattutto all’incremento della spesa per farmaci innovativi e per il definanziamento centrale di alcune funzioni assistenziali rimaste in carico alle Regioni. Se nel 2015 il pareggio sanitario si è ottenuto attingendo a fondi del bilancio autonomo della Regione, nel corso dei prossimi anni le dinamiche distorsive permarranno senza garanzia di coperture extra.

“Il nuovo Programma Operativo che la Regione presenterà nelle prossime settimane – afferma Gorgone – è già stato delineato e sarà articolato su razionalizzazione della spesa farmaceutica, piani di rientro degli ospedali, centralizzazione spinta degli acquisti, potenziamento del settore prevenzione e messa a regime del piano di riordino ospedaliero. Su quest’ultimo punto nessuna bocciatura. La Puglia ad oggi è una delle cinque-sei regioni che hanno consegnato il piano e già dalla prossima settimana dovrebbe tenersi un incontro più operativo con il Ministero della Salute per integrare documentalmente quanto già inviato dalla Regione e verificare congiuntamente e nel dettaglio l’aderenza del piano al DM70. La rete dovrà andare a regime entro fine 2017″.

Ma le dichiarazioni di Gorgone e, soprattutto, il silenzio di Michele Emiliano (tra l’altro assessore alla Sanità della Regione Puglia) non trovano convinti i consiglieri regionali di CoR. In un comunicato congiunto  Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola sottolineano come si tratta di un “comunicato scritto con linguaggio tecnico-politichese a firma del  direttore Gorgoni e lo strano silenzio del presidente Emiliano, specie se “tutto è andato bene”, non depongono a favore dello stato di salute della nostra sanità né per il presente, ma neppure per il futuro, come invece aveva fatto credere proprio Emiliano”.

“Se poi Gorgoni si affretta a dire “nessuna bocciatura per il piano ospedaliero” vuol dire era quello il vero timore e che a  Roma avranno sicuramente avuto problemi con il Piano di Riordino. Insomma, l’incontro sarà stato pure “sereno e costruttivo”, ma non così  favorevole come si vuol far credere. Noi  Conservatori e Riformisti restiamo convinti che questo Piano di riordino ospedaliero é da rifare totalmente”.

 

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Redazione
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