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Il mercato di gennaio serve spesso a tappare buchi, a mettere una pezza, a guadagnare profondità. Nel caso del Lecce, invece, l’arrivo di Omri Gandelman ha dato subito qualcosa di più: una nuova soluzione tattica, una presenza tecnica diversa da quelle già presenti in rosa e, soprattutto, una produzione offensiva che in chiave salvezza pesa tantissimo. Il club salentino lo ha acquistato a titolo definitivo dal Gent il 9 gennaio, con un contratto lungo, e fin dalle prime uscite si è capito che Di Francesco aveva trovato un giocatore utile non solo per allungare le rotazioni, ma per cambiare il volto della squadra tra trequarti e area di rigore.
Nelle prime settimane in Serie A, Gandelman ha già segnato gol pesanti contro Udinese e Cagliari, inserendosi subito in un contesto che aveva bisogno di qualità, strappi senza palla e presenza negli ultimi sedici metri. Il suo inserimento rapido nei meccanismi della squadra ha reso evidente fin da subito come il Lecce non abbia semplicemente aggiunto un giocatore alla rosa, ma abbia trovato un profilo capace di modificare l’equilibrio offensivo della squadra.
Un acquisto coerente con l’idea Lecce
L’operazione Gandelman è perfettamente in linea con la logica tecnica del Lecce degli ultimi anni: prendere un profilo internazionale, ancora migliorabile, ma già con numeri importanti. Il centrocampista israeliano arrivava dal Gent dopo stagioni molto produttive in Belgio, con numeri offensivi notevoli per un giocatore di centrocampo. Con la maglia del club belga ha totalizzato oltre cento presenze, segnando più di trenta reti e fornendo numerosi assist.
Questi dati aiutano a capire perché il Lecce non lo abbia preso come semplice alternativa, ma come un elemento capace di aggiungere gol e presenza offensiva. Per una squadra che spesso deve costruire la salvezza su margini sottili e partite decise da episodi, avere un centrocampista con senso dell’inserimento e capacità realizzativa può fare una differenza enorme nell’arco di una stagione.
Dove si colloca tatticamente nel Lecce di Di Francesco
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il modo in cui Di Francesco ha scelto di utilizzare Gandelman. Sebbene nasca come centrocampista centrale, nel Lecce è stato impiegato prevalentemente sulla trequarti, all’interno di un sistema che ha bisogno di collegare meglio il reparto mediano con l’attacco.
In questa posizione, Gandelman offre caratteristiche particolari. Non è un fantasista classico, abituato a vivere di rifiniture e assist spettacolari, né un esterno offensivo che punta costantemente l’uomo. Piuttosto, è un giocatore che interpreta lo spazio tra le linee con intelligenza e che riesce a trasformarsi rapidamente in un incursore offensivo quando l’azione si sviluppa negli ultimi metri.
In pratica, partendo da trequartista, spesso conclude le azioni quasi da seconda punta aggiunta. Questo movimento aumenta la presenza del Lecce nell’area di rigore avversaria e consente alla squadra di portare più uomini vicino alla porta senza perdere equilibrio.
L’aspetto tecnico: inserimenti, gioco aereo e lettura delle seconde palle
Dal punto di vista tecnico, Gandelman porta al Lecce una combinazione piuttosto rara all’interno della rosa: struttura fisica, senso del gol e capacità di giocare con semplicità. Alto quasi un metro e novanta, è molto efficace nei duelli aerei e nelle situazioni di palla inattiva.
Questa caratteristica si traduce in diversi vantaggi per il Lecce. In primo luogo, la squadra può sfruttare meglio i cross e i traversoni, sapendo di avere un riferimento in più in area. In secondo luogo, Gandelman è molto abile nell’attaccare le seconde palle e nel leggere le traiettorie dei palloni vaganti dentro l’area.
La sua presenza costringe spesso i difensori avversari a seguirlo negli inserimenti, liberando spazio per gli esterni offensivi e per la punta centrale. Anche quando non conclude direttamente l’azione, il suo movimento contribuisce ad aprire spazi e a creare situazioni pericolose.
Due gol che spiegano il suo valore
Le prime partite in Serie A hanno confermato le sensazioni positive. Dopo l’arrivo a gennaio, Gandelman è stato subito utilizzato con continuità da Di Francesco e ha già trovato la via del gol in più occasioni.
Le reti segnate contro Udinese e Cagliari sono state particolarmente importanti perché arrivate in partite fondamentali nella corsa salvezza. Non si tratta quindi solo di numeri, ma di gol che hanno avuto un peso specifico rilevante nel cammino della squadra. Anche le valutazioni dei bookmaker sulle quote della Serie A italiana confermano quanto la lotta per restare nella massima categoria sia ancora apertissima per il Lecce.
Questo aspetto del ragazzo, comunque, evidenzia anche la rapidità con cui il centrocampista israeliano si è adattato al calcio italiano. Non sempre i giocatori arrivati nel mercato invernale riescono a incidere subito, ma nel suo caso l’impatto è stato immediato sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale.
Come migliora il Lecce senza togliere equilibrio
Un altro elemento importante riguarda l’equilibrio della squadra. L’inserimento di Gandelman non ha alterato la struttura tattica del Lecce, ma anzi ha aggiunto nuove soluzioni senza compromettere la solidità collettiva.
Quando la squadra costruisce dal basso, la sua presenza tra le linee offre un riferimento fisico e tecnico più robusto rispetto a un trequartista più leggero. Quando invece la partita diventa più combattuta, può aiutare la squadra a gestire i palloni alti, fare da sponda e contendere le seconde palle.
Inoltre, la sua versatilità permette all’allenatore di cambiare assetto anche a gara in corso. Può agire da trequartista, abbassarsi come mezzala offensiva o avanzare quasi da seconda punta, offrendo flessibilità tattica e maggiore imprevedibilità al sistema di gioco.
I margini di crescita e il peso nella corsa salvezza
Nonostante l’impatto positivo, Gandelman è ancora un giocatore con ampi margini di miglioramento. La fase difensiva non è sempre la sua caratteristica principale e dovrà continuare ad adattarsi ai ritmi e all’intensità della Serie A.
Tuttavia, il suo inserimento nel Lecce lascia intravedere prospettive molto interessanti. La squadra ha acquisito un giocatore capace di portare gol dal centrocampo, migliorare la presenza offensiva e offrire soluzioni diverse negli ultimi metri.
Se continuerà su questa strada, Gandelman potrà diventare uno dei protagonisti della stagione giallorossa. Per una squadra che lotta per la permanenza in Serie A, avere un centrocampista capace di incidere negli ultimi metri può rappresentare un vantaggio decisivo. E la recente vittoria contro la Cremonese, che ha tirato fuori momentaneamente i pugliesi dalla zona retrocessione, consentirà a Di Francesco di poter usare Gandelman in maniera ancora più serena, concedendogli di essere determinante.
Un acquisto che può cambiare la stagione
A pochi mesi dal suo arrivo, la sensazione è che Gandelman abbia già modificato alcune dinamiche del Lecce. La squadra appare meno prevedibile, più pericolosa negli inserimenti e più completa nella gestione delle fasi offensive.
Il suo contributo non si limita ai gol segnati, ma riguarda soprattutto il modo in cui riesce a occupare gli spazi, a collegare i reparti e ad aumentare la presenza offensiva della squadra. Se riuscirà a mantenere continuità e a crescere ulteriormente nel corso della stagione, il suo arrivo potrebbe rivelarsi uno degli snodi più importanti dell’annata del Lecce.











