Un viaggio che si trasforma in un incubo e un vagone che diventa teatro di una violenza cieca e impunita. È quanto accaduto a bordo di un treno regionale sulla tratta Foggia-Bari, dove uno studente universitario di 24 anni è stato brutalmente aggredito da un gruppo di giovani, molti dei quali minorenni. Il ragazzo è stato colpito con calci e pugni, riportando ferite e un profondo trauma in quello che avrebbe dovuto essere un normale spostamento quotidiano.
L’episodio solleva ancora una volta il velo sulla grave carenza di sicurezza che affligge i trasporti regionali, percepiti sempre più come zone d’ombra dove il pericolo è costante e il controllo insufficiente. Grazie alle indagini della Polfer e all’analisi delle telecamere di sorveglianza, i responsabili sono stati identificati, ma resta il senso di vulnerabilità per chiunque si trovi a frequentare stazioni e convogli. A rendere il quadro ancora più inquietante è l’assenza di intervento da parte degli altri passeggeri: una passività che accentua il clima di insicurezza, lasciando la vittima sola di fronte ai propri aggressori in uno spazio pubblico che dovrebbe essere protetto.
La posizione del CNDDU
Il CNDDU ha espresso profonda inquietudine per l’episodio, sottolineando come la vicenda colpisca non solo per la brutalità, ma per l’assenza di una reazione collettiva dei presenti. Di seguito i punti salienti della dichiarazione del Presidente Nazionale, prof. Romano Pesavento:
Anestesia morale: Il CNDDU avverte il rischio di una “progressiva anestesia morale” dovuta alla circolazione continua di immagini violente nei media, che porta a osservare passivamente la sofferenza altrui come fosse un evento virtuale.
Fragilità educativa: L’aggressione rivela una “fragilità educativa diffusa” delle nuove generazioni nel riconoscere il valore della dignità umana e nell’assumersi responsabilità di fronte all’ingiustizia.
Il ruolo della scuola: Viene ribadita la necessità di rafforzare l’educazione ai diritti umani affinché la scuola diventi il luogo in cui si esercita il “coraggio civile” e l’empatia, formando cittadini che non restino spettatori.
Solidarietà e fiducia: Il Coordinamento esprime piena solidarietà allo studente, lodando la sua scelta di non reagire e di affidarsi alle istituzioni come un esempio di “maturità civica” e fiducia nello Stato di diritto.
Sicurezza e valori: La sicurezza non può dipendere solo da telecamere e controlli, ma dalla capacità della società di difendere attivamente i valori condivisi, affinché nessuno resti solo di fronte alla violenza.
Il CNDDU propone infine l’avvio di un percorso educativo permanente a livello nazionale dedicato al coraggio civico e alla tutela della persona nello spazio pubblico.











