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Braccia incrociate e cancelli presidiati a Grottaglie. Nella mattinata di ieri i lavoratori dello stabilimento Leonardo di Grottaglie hanno dato vita a uno sciopero spontaneo di due ore (dalle 8:30 alle 10:30). La protesta è esplosa all’indomani del coordinamento nazionale delle Rsu di Fim, Fiom e Uilm svoltosi a Roma, che ha confermato i timori sul futuro del sito ionico e dell’intera divisione Aerostrutture.
Il nodo della Joint Venture con il fondo saudita
Al centro della mobilitazione c’è la possibile operazione finanziaria che vedrebbe l’ingresso del fondo sovrano saudita PIF in una joint venture con Leonardo, un percorso che dovrebbe concludersi entro giugno 2026.
Secondo Francesco Brigati (Segretario Generale Fiom-Cgil Taranto) e Pasquale Caniglia (Segretario Provinciale), la situazione è estremamente delicata: “L’intervento del fondo saudita riguarda direttamente il futuro della divisione e coinvolge l’intero Mezzogiorno: non solo Grottaglie e Foggia, ma anche Pomigliano e Nola. Non possiamo accettare che le politiche industriali di un asset strategico nazionale vengano dettate da fondi di investimento esteri.”
La trappola della monocommittenza Boeing
Nonostante la ripresa del traffico aereo globale, lo stabilimento di Grottaglie continua a soffrire per la mancata diversificazione produttiva. La dipendenza quasi totale dalle commesse Boeing resta un limite strutturale mai superato, nonostante le rassicurazioni degli anni passati. I sindacati denunciano come, in una fase di crescita del settore, il polo aeronautico civile non possa essere messo in discussione o “spinto” fuori dal perimetro di Leonardo.
La posizione della Regione Puglia: “Governo Meloni responsabile”
Alla manifestazione ha partecipato anche Cosimo Borraccino, rappresentante della Regione Puglia, che ha puntato il dito contro le scelte di politica industriale nazionale. “La Divisione Aerostrutture è la spina dorsale di un’industria innovativa che occupa migliaia di persone (1.500 solo a Grottaglie). Questo patrimonio è messo a rischio dalle scelte del Governo Meloni, che controlla Leonardo tramite le nomine del CdA.” Per Borraccino, l’apertura al fondo arabo “addensa nubi oscure” su un’eccellenza del territorio tarantino. È stato annunciato il coinvolgimento del comitato SEPAC (Task force regionale per l’occupazione) e la richiesta di un’audizione urgente in Commissione, oltre a una mozione in Consiglio Regionale per impegnare la giunta guidata dal Presidente Antonio Decaro (in continuità con il lavoro di Michele Emiliano).
Prossimi passi: Assemblea il 20 marzo
La mobilitazione non si ferma. Per la giornata di domani, venerdì 20 marzo, è prevista un’assemblea generale dalle 10:00 alle 11:00 davanti alla portineria centrale dello stabilimento. I sindacati e la Regione chiedono a gran voce che la politica assuma le proprie responsabilità: il futuro industriale della provincia ionica non può restare nel limbo dell’incertezza finanziaria.











