HomePoliticaTariffe Socio-Sanitarie in Puglia: scoppia il caso IVA tra ASL e Cooperative

Tariffe Socio-Sanitarie in Puglia: scoppia il caso IVA tra ASL e Cooperative

Esiste una disparità nel calcolo dell’IVA sulle prestazioni socio-sanitarie in Puglia? È quanto emerso recentemente in Commissione, dove il consigliere Antonio Tutolo ha sollevato un problema di uniformità interpretativa che sta creando non pochi grattacapi burocratici ed economici tra le diverse Aziende Sanitarie Locali.

Al centro del dibattito ci sono le fatturazioni emesse dalle Cooperative Sociali e dalle società private che operano in regime di convenzione. Il nodo della questione è semplice quanto spinoso: la tariffa stabilita dalla Regione Puglia deve considerarsi al lordo o al netto dell’imposta?

Il Paradosso: ASL Foggia contro il resto della Puglia

L’analisi condotta ha evidenziato un’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto a “due velocità”: ASL Foggia: considera la tariffa regionale come onnicomprensiva (IVA inclusa). Altre ASL pugliesi: liquidano le prestazioni applicando l’aliquota IVA in aggiunta alla tariffa stabilita dalla Regione.

Questa difformità territoriale crea un’evidente incertezza per le imprese del settore e per le casse pubbliche, rendendo necessario un atto di indirizzo univoco e vincolante da parte del Dipartimento Salute.

La risposta della Regione: si attende l’Agenzia delle Entrate

L’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha confermato la complessità della situazione. Nonostante i primi tentativi di interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate non abbiano ancora prodotto i risultati sperati, la Regione ha deciso di passare alle maniere forti.

È stato dato mandato al Dipartimento di procedere con un interpello formale. L’obiettivo è ottenere una risposta certa e definitiva che permetta di regolamentare l’operato di tutte le ASL pugliesi in modo identico, eliminando ogni zona d’ombra.

Gli scenari: recupero crediti o ricalcoli milionari?

Le conseguenze della risposta dell’Agenzia delle Entrate potrebbero essere pesanti su entrambi i fronti:

  1. Se la tariffa include l’IVA: la Regione Puglia dovrà attivarsi per recuperare le somme indebitamente erogate come imposta aggiuntiva negli ultimi anni presso le ASL che hanno pagato l’IVA “sopra” la tariffa.

  2. Se la tariffa esclude l’IVA: l’ASL di Foggia dovrà procedere a un massiccio ricalcolo delle liquidazioni passate, con probabili conguagli a favore delle cooperative e delle società private.

La chiarezza normativa non è più solo una questione di forma, ma una necessità economica per garantire equità a chi eroga servizi essenziali per i cittadini.

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Redazione
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