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Faeto, un angolo di Puglia dove il tempo sembra essersi fermato

Sui Monti Dauni, in provincia di Foggia, insiste un meraviglioso borgo di nome Faeto. E’ un angolo di Puglia dove il tempo sembra essersi fermato, che vive dei suoi ritmi e delle sue tradizioni, lontano dalla frenesia di tutto ciò che lo circonda, senza dimenticare le sue radici e le tradizioni millenarie che lo identificano.

CENNI STORICI

Si tratta di un piccolissimo paesino medioevale fondato, tra il 1266 e il 1269, per volontà di Carlo d’Angiò, per la sistemazione militare dei suoi soldati francesi. Un luogo dove, da oltre sette secoli, viene ancora parlato il dialetto franco-provenzale, il “faetano” che, anche se di minoranza, nel 1999 è stata riconosciuta come vera e propria lingua, riscontrata anche nel confinante borgo di Celle di San Vito.

In realtà, oltre alla lingua, il borgo conserva molto degli usi e tradizioni franco-provenzali, della Francia orientale e della Svizzera, particolarità che rende questo luogo ancor più speciale e unico nel suo genere.  Nel periodo feudale, con la perdita della sua autonomia, Faeto venne annesso alla baronia di Valmaggiore, passando poi sotto varie famiglie nobili come i Carafa e i Caracciolo. Recuperò l’indipendenza solo all’inizio del XIX secolo, con l’abolizione del feudalesimo.

CENTRO ANTICO

Questo piccolo borgo è un vero gioiello, capace di incantare ogni visitatore alla ricerca di relax e percorsi di storia, di cultura e natura meravigliosa.  La posizione panoramica sul Tavoliere delle Puglie è la vera forza identitaria del borgo totalmente circondato da valli e boschi di faggi e querce, da cui deriverebbe il nome. Le architetture storiche che compongono il borgo medioevale sono racchiuse tra stradine strette e viottoli tortuosi che dalla via principale portano il visitatore alla periferia e alle antiche porte del paese rappresentate dagli archi denominati “lo cunnùtte”. Sui vicoli spiccano antichi palazzi dai bellissimi portali e antiche Chiese.

EDIFICI RELIGIOSI

Simbolo del borgo di Faeto, nel cuore del centro storico, è la cinquecentesca Chiesa Madre dedicata al Santissimo Salvatore. L’imponente edificio religioso venne edificato nel XVI secolo per volere di papa Pio V con lo scopo di contrastare la diffusione del protestantesimo, che portò in loco, nella seconda metà del Cinquecento, una comunità valdese di origine francese. La Chiesa presenta una maestosa facciata in pietra grigia in stile rinascimentale, ricostruita nel 1883. L’interno, restaurato intorno alla metà del XIX secolo, presenta tre navate abbellite da nicchie che ospitano varie statue, come quella di San Leonardo e quella di Sant’Antonio. La navata di destra termina con la Cappella dedicata alla Madonna delle Spighe e quella di sinistra con la Cappella dedicata all’Addolorata. La cupola è affrescata con le figure dei Quattro Evangelisti dipinti da Leonardo Scarinzi. Adiacenti all’altare maggiore si possono ammirare le statue della Madonna della Spiga, del Santissimo Salvatore e di San Prospero Martire, patrono del Borgo.

Tra Faeto e Celle di San Vito si trovano i resti della chiesetta rupestre di San Vito, risalente al XII secolo. La chiesa, a suo tempo gestita dai monaci del Monastero di San Nicola, è tutt’oggi un luogo di culto frequentato, con una messa celebrata all’aperto l’8 agosto.

EDIFICI STORICI

Tra gli edifici storici più interessanti di Faeto, su Vico Valentino insiste la Casa del Capitano, una struttura del XV secolo in buono stato, dove probabilmente risiedeva il governatore locale, anche se la tradizione popolare sostiene invece che avesse ospitato un noto brigante dell’epoca. Per la sua rilevanza storica e architettonica, l’edificio, già dal 1969, è stato considerato fra i monumenti di particolare interesse dal Ministero della Pubblica Istruzione. E’ da notare la bellissima finestra bifora che affaccia su Via Vittorio Emanuele.

La Casa del Capitano, entrando da Via Vittorio Emanuele, ospita il Mu.Civi.Te, il Museo Etnografico di Faeto, oltre l’Archeoclub delle comunità linguistiche franco provenzali di Faeto e Celle San Vito. Il Museo Civico rappresenta un’importante testimonianza della vita quotidiana e della cultura contadina e pastorale di Faeto, con una collezione di reperti archeologici che vanno dall’epoca preistorica a quella romana, fino al medioevo.

BOSCO DIFESA DI FAETO

Chi ama passeggiare e riconnettersi con la natura può raggiungere il Bosco Difesa di Faeto, riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), in quanto elemento territoriale tra più importanti dei Monti Dauni, dal punto di vista naturalistico. Questa immensa estensione è ricca di alberi monumentali come querce, faggi, aceri, olmi di montagna, tigli e sorbi, oltre una diversità di fiori, tra cui bucaneve, primule, anemoni, orchidee di bosco e rosa canina, quest’ultima soprattutto nelle radure e nelle zone più periferiche del bosco. Questo vero e proprio angolo di paradiso naturale è altrettanto popolato da una ricca fauna. I boschi, infatti, sono abitati da lupi, tassi, ghiri, picchi rossi e verdi. All’interno dell’area sono stati realizzati un Orto Botanico per fini didattici e sperimentali, aree picnic e percorsi attrezzati, di diversa durata e grado di difficoltà, ove scoprire suggestivi resti dei mulini ad acqua sul torrente Celone e antiche e spontanee sorgenti di acqua minerale, conosciute per le proprietà diuretiche e curative, come la Fonte di San Vito o la Fontana dei Coppi.

INIZIATIVE CULTURALI E TRADIZIONI

Le iniziative culturali e le feste popolari sono sempre vive nell’animo identitario di Faeto, questo borgo che continua a custodire gelosamente tradizioni millenarie  e sapori autentici capaci di attirare ed emozionare i visitatori.

La festa patronale di Faeto, dedicata a San Prospero, si celebra nel mese di agosto con momenti di forte coesione comunitaria. Eventi di devozione religiosa e tradizioni tra processioni, concerti, spettacoli serali, fiera mercatale e fuochi pirotecnici. 

RISORSE TERRITORIALI ED ENOGASTRONOMIA

Faeto si valorizza anche attraverso le sue radici gastronomiche, segnate dalla ricca e genuina produzione agricola e dalla lavorazione di prodotti locali, tra cui il rinomato prosciutto di Faeto DOP, stagionato con il sale di Margherita di Savoia.

Nel mese di agosto, la prima domenica, si svolge la storica Sagra del pregiato Prosciutto di Faeto, che celebra questa eccellenza locale dei Monti Dauni, contribuendo a rendere il borgo famoso oltre i confini regionali. È una delle sagre più longeve della Puglia, dedicata al prosciutto crudo di maialino nero autoctono e altri salumi tipici, con musica e mercatini.

Esiste anche un appuntamento invernale, il 2 febbraio, dedicato alla valorizzazione della filiera del maiale nero che attrae visitatori da tutta la regione e anche dalle vicine Regioni del Molise e della Campania.

La cucina locale è fatta di sapori autentici con salsicce, soppressate, capocollo, filetto, pancetta e lardo, tutti prodotti genuini e selezionati attraverso metodi tradizionali dagli allevatori del posto.

Evelina Giordano
Giornalista/
Blog “Ovunque Puglia”
www.ovunquepuglia.com

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Evelina Giordano
Evelina Giordano
Evelina Giordano, Pubblicista dal 2009, Founder Gruppo “Ovunque Puglia”, Responsabile Attività culturali del Cesvir (Centro economia e sviluppo italo-russo), Direttore del Festival dell’Arte russa a Bari e in Puglia e del Festival dell’Arte pugliese in Russia.

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