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Innovation Training Summit 2026: Il Futuro della Formazione ha trovato la sua bussola

Si è appena chiusa a Roma la terza edizione dell’Innovation Training Summit, e la sensazione è quella di aver assistito a un vero e proprio cambio di paradigma. Se fino a qualche anno fa la formazione era considerata un “accessorio” del welfare aziendale, oggi, nel 2026, è diventata con coraggio il motore pulsante della competitività nazionale.

Non è scontato parlare di “coraggio” in un settore spesso percepito come ingessato da burocrazia e vecchi modelli didattici. Eppure, quest’anno l’ecosistema italiano della formazione ha dimostrato di aver cambiato marcia, trasformandosi da semplice “servizio” a vera e propria infrastruttura strategica per il Sistema Paese.

I Numeri di un’Evoluzione

L’edizione 2026 ha segnato record importanti, confermando che il mercato dell’HR Tech in Italia non è più una promessa, ma una realtà solida:

  • 500+ partecipanti e oltre 250 relatori;
  • Un mercato della formazione che vale oggi 1,2 miliardi di euro (+18% rispetto all’anno precedente);
  • 150 milioni di euro raccolti in round di finanziamento dalle startup HR Tech italiane.

Dall’impatto dell’Intelligenza Artificiale Generativa sulla talent retention ai nuovi modelli di reskilling, il Summit ha messo in chiaro che la sfida non è più solo tecnologica, ma culturale. Come ricorda spesso la mascotte dell’evento, il pinguino Stevin, innovare significa avere l’ardire di “buttarsi” in acque nuove, proprio come fa un pinguino dalla banchisa.

Oltre l’Aula: Gli Stati Generali e il Symposium

Una delle novità più rilevanti di quest’anno è stata la capacità di far dialogare mondi storicamente distanti. Con il Symposium Formazione (tenutosi il 25 marzo) e gli Stati Generali, EFI ha portato allo stesso tavolo istituzioni, fondi interprofessionali e grandi aziende. L’obiettivo? Snellire i processi della formazione finanziata e rendere le competenze un asset dinamico, capace di invecchiare meno velocemente della tecnologia stessa.

Durante lo Startup Showcase, abbiamo visto trionfare realtà come Finanz e Joule, a testimonianza di come l’innovazione dal basso stia spingendo verso una formazione sempre più personalizzata, scalabile e, soprattutto, inclusiva.

L’Intervista: Visione e Strategia con Kevin Giorgis

Per comprendere davvero la portata di questa trasformazione, abbiamo incontrato uno dei due uomini che, più di ogni altro, ha lavorato per tessere le fila di questa rete: Kevin Giorgis.

Presidente e fondatore di EFI (Ecosistema Formazione Italia), Giorgis non è soltanto un “rappresentante di categoria”. In questi anni si è distinto come il principale catalizzatore dell’innovazione formativa nel nostro Paese. Con una carriera costruita sull’intersezione tra digitalizzazione e capitale umano, ha saputo trasformare EFI da una visione ambiziosa a un ecosistema concreto che oggi aggrega oltre 1.000 player del settore.

Di Giorgis colpisce la capacità di muoversi su due binari paralleli: da un lato, la concretezza istituzionale, necessaria per dialogare con i palazzi della politica e semplificare le maglie della formazione finanziata; dall’altro, una visione quasi “tech-evangelist”, che lo porta a spingere le aziende verso l’adozione di AI e modelli di apprendimento predittivo.

 

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