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Crisi Call Center in Puglia: La Regione convoca ENEL e fornitori il 23 Aprile

L’intelligenza artificiale cancellerà centinaia di posti di lavoro in Puglia per i lavoratori dei Call Center a committenza Enel? Su richiesta delle organizzazioni sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL e UGL TLC, la Regione Puglia ha ufficialmente fissato un tavolo regionale di confronto per il prossimo 23 aprile 2026 alle ore 10:30. L’incontro vedrà la partecipazione del committente ENEL e delle aziende fornitrici impegnate nei servizi di back office: Accenture, Exprivia e System House. I sindacati hanno espresso apprezzamento per la tempestività della convocazione, considerata un primo passo concreto per affrontare una crisi che rischia di avere pesanti ricadute occupazionali su tutto il territorio regionale.

La vertenza coinvolge direttamente centinaia di lavoratrici e lavoratori, con un impatto particolarmente critico nelle province di Bari, Lecce e Taranto. Per questa ragione, le sigle sindacali hanno rivolto un appello accorato ai parlamentari pugliesi e ai consiglieri regionali affinché garantiscano una presenza attiva e un contributo concreto durante le trattative. È considerata fondamentale una partecipazione coesa delle istituzioni a ogni livello per gestire in modo responsabile una situazione sociale così delicata.

Al centro della discussione vi è la necessità di bilanciare i processi di innovazione con la tutela dei posti di lavoro. Le organizzazioni sindacali contestano la logica secondo cui il contenimento dei costi e le riorganizzazioni debbano tradursi esclusivamente in tagli al personale, specialmente quando a guidare tali processi è un’azienda a partecipazione statale come ENEL. Il messaggio dei rappresentanti dei lavoratori è netto: il tempo delle analisi è terminato ed è ora di assumere decisioni chiare che governino il cambiamento senza produrre danni sociali.

In attesa del vertice regionale, la mobilitazione non si ferma e prosegue con il coinvolgimento delle autorità governative locali. Già nella giornata di oggi le stesse istanze vengono portate all’attenzione del Prefetto, rappresentante del Governo sul territorio, nell’ambito delle iniziative di protesta già avviate. La richiesta dei sindacati rimane ferma: è necessario un indirizzo politico forte per evitare che l’assenza di gestione provochi effetti irreversibili per il tessuto lavorativo pugliese.

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Redazione
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