Il settore vitivinicolo italiano conferma la propria solidità e il ruolo di primo piano sui mercati internazionali, pur in uno scenario globale fortemente incerto. Centrali in questo contesto risultano le politiche di sostegno al settore, come il nuovo intervento OCM Promozione per la campagna 2026-2027, le cui novità, in termini di semplificazione, flessibilità e modalità di accesso più inclusive, hanno ottenuto il plauso delle associazioni di settore. È quanto emerso nel corso dell’incontro “Il vino italiano dall’analisi di mercato alle politiche di settore – Il nuovo bando OCM Promozione vino nei Paesi terzi”, organizzato da ISMEA in collaborazione con Il MASAF nell’ambito di Vinitaly 2026.
I dati illustrati dalla relazione di Tiziana Sarnari, Responsabile Ufficio Indicazioni Geografiche-ISMEA, evidenziano come nel 2025 l’Italia abbia mantenuto la leadership mondiale con una produzione di 44 milioni di ettolitri (+0,7%) e un export pari a circa 21 milioni di ettolitri esportati. Con 7,8 miliardi di euro, maturati sui mercati esteri, l’Italia si conferma poi secondo esportatore in valore a livello globale. Un risultato trainato dalla qualità: circa il 90% delle esportazioni è rappresentato da vini a indicazione geografica, a conferma di una evoluzione del consumo verso i segmenti di maggior pregio. Tra i fattori trainanti della domanda si consolida il ruolo dell’enoturismo, un fenomeno che, secondo le più recenti stime, coinvolge 18 milioni di italiani e genera un valore di 2,5 miliardi di euro.
Ampio spazio è stato dedicato alle politiche di sostegno al settore con il nuovo bando OCM Promozione per la campagna 2026-2027, fortemente voluto dal Ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, che mette a disposizione risorse complessive pari a oltre 98 milioni di euro, di cui 22 milioni destinati ai programmi nazionali, mentre la restante quota da assegnare attraverso bandi regionali e programmi multiregionali.
Tra le novità della misura, illustrate da Marco Lupo – Capo Dipartimento della Sovranità alimentare e dell’ippica del MASAF e Teresa Nicolazzi – Direttore Generale AGEBIL del MASAF: il rafforzamento della flessibilità operativa per adattare gli interventi alle specificità dei mercati, misure per agevolare l’accesso dei piccoli produttori, anche attraverso la modulazione delle soglie minime di investimento; l’aggiornamento dei costi di riferimento per mercati strategici (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svizzera e Cina) e introduzione di nuovi parametri per il Giappone. L’avviso, che sarà reso pubblico nei prossimi giorni, prevede poi il potenziamento della digitalizzazione delle procedure, con l’ampliamento delle funzionalità dell’applicativo informatico per la gestione delle domande, finalizzato a semplificare l’accesso agli aiuti e a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.
Nel dibattito è stata da più parti evidenziata l’importanza del lavoro svolto dal Ministero sulla nuova misura OCM. Luca Rigotti, Presidente del Gruppo Mezzacorona e del settore vino Confcooperative, ha sottolineato in particolare i progressi nell’informatizzazione delle procedure, e il lavoro fatto in Europa con il pacchetto vino, ribadendo la necessità di proseguire su questa strada unitamente agli sforzi diplomatici indirizzati a risolvere il problema dei dazi sul mercato statunitense, attualmente frenato anche dal cambio euro-dollaro poco favorevole.
Rita Babini, Presidente FIVI, ha espresso apprezzamento per l’introduzione della possibilità per le Regioni di ridurre la soglia minima di accesso ai progetti OCM, evidenziando come tale misura possa favorire una maggiore inclusione dei piccoli produttori, ringraziando il Ministero per il lavoro svolto nel rendere il sistema più equo e accessibile.
Sul fronte delle prospettive di crescita, è stato evidenziato dal Direttore ISMEA Sergio Marchi come gli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur e India, possano aprire opportunità rilevanti per il settore, a partire dall’eliminazione immediata dei dazi sugli spumanti. Sebbene l’area rappresenti oggi una quota ancora marginale dell’export europeo e italiano, le prospettive di crescita appaiono promettenti. In particolare, una simulazione sul mercato brasiliano evidenzia un risparmio per gli importatori pari a circa 0,66 euro al litro, un vantaggio competitivo in grado di stimolare nuova domanda e favorire l’espansione delle esportazioni italiane.
Nel corso del confronto, Gabriele Castelli, Direttore Federvini, pur rilevando il forte impatto dei dazi, ha sottolineato come la resilienza del comparto italiano, che ha registrato performance migliori rispetto ai principali competitor internazionali, rappresenti una base solida per guardare con fiducia alle nuove opportunità offerte dai mercati emergenti. In questo contesto è stato inoltre evidenziato il ruolo fondamentale delle istituzioni, con particolare riferimento al lavoro svolto dal MASAF, nella definizione del bando OCM più aderente alle esigenze delle imprese.
Anche Carmen Caruccio, Senior Policy Officer UIV, ha evidenziato il valore strategico degli accordi di libero scambio, sottolineando come essi creino condizioni di accesso più eque e favorevoli ai mercati internazionali e come le misure di promozione nei Paesi terzi rappresentino lo strumento chiave per trasformare tali opportunità in una presenza concreta sui mercati globali.
Sempre relativamente all’ OCM Silvana Ballotta, esperta della misura Promozione vino e manager della società di consulenza Business Strategies, ha fatto notare come la piattaforma rappresenti un importante collegamento tra la presentazione della domanda e le fasi di gestione e rendicontazione dei progetti con trasparenza, facile accessibilità e semplificazione amministrativa.
L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali e operatori della filiera, confermando il ruolo centrale del dialogo tra pubblico e privato per affrontare le sfide in atto e cogliere le nuove opportunità di sviluppo del settore.
“Il vino italiano rappresenta uno degli asset più strategici del nostro agroalimentare, capace di coniugare qualità, identità territoriale e competitività sui mercati internazionali – ha dichiarato Livio Proietti Presidente ISMEA. In un contesto globale complesso, il rafforzamento degli strumenti di sostegno come l’OCM Promozione e il lavoro sinergico tra istituzioni e filiera sono elementi fondamentali per consolidare la nostra leadership e accompagnare, in particolare, anche le realtà più piccole nei percorsi di internazionalizzazione e crescita.”
“Con il nuovo bando OCM vino Promozione 2026 proseguiamo un lavoro già avviato nei due anni precedenti insieme a tutte le associazioni di settore per rendere sempre più efficace il sostegno fornito alle nostre imprese che esportano nei Paesi extra UE” ha dichiarato Marco Lupo “Quest’anno abbiamo ulteriormente anticipato i tempi di pubblicazione del bando, in modo da dare agli operatori più tempo per programmare e realizzare le iniziative. Abbiamo introdotto ulteriori spazi di flessibilità, per consentire adattamenti dei progetti in un contesto internazionale assai complesso, e semplificazioni nella fase di presentazione e rendicontazione. I risultati degli ultimi anni in termini di utilizzo delle risorse e l’apprezzamento ricevuto dall’intera filiera per il lavoro svolto ci confermano che siamo nella giusta direzione e ci stimolano a migliorarci ogni anno.”











