Dopo oltre quattro anni di calvario, Fabio Visconti si è arreso: il giovane uomo è deceduto nella tarda serata di sabato 25 aprile, all’età di 37 anni. La sua morte rappresenta il tragico epilogo di una vicenda che ha segnato profondamente la comunità di Orta Nova, trasformando una vita piena di speranze in una lunga battaglia contro le conseguenze di una violenza cieca e ingiustificata. Fabio non è mai tornato alla normalità da quella notte del 2021, restando prigioniero di un quadro clinico compromesso che lo ha accompagnato fino all’ultimo respiro, lasciando un vuoto incolmabile nella vita del fratello gemello e di tutti i suoi cari.
Il percorso clinico di Visconti era stato segnato da un episodio drammatico avvenuto proprio tra le mura ospedaliere, poco dopo l’aggressione subita. Mentre era in attesa di un intervento chirurgico per la riduzione delle fratture nasali, Fabio fu ritrovato dai sanitari riverso sul pavimento della sua stanza, in stato di incoscienza e immerso in una pozza di sangue a causa di una grave ferita alla testa. Quel misterioso e terribile aggravamento richiese un immediato e delicato intervento neurochirurgico, seguito da un lungo periodo di sedazione e intubazione in rianimazione. Da quel momento, la sua esistenza è rimasta appesa a un filo, segnata da danni neurologici dai quali non si è mai ripreso completamente.
Nella giornata di ieri, domenica 26 aprile, la comunità di Orta Nova si è riunita per l’ultimo saluto. Le esequie si sono svolte alle 16:30 presso la chiesa del Santissimo Crocifisso, in un’atmosfera di profondo dolore e compostezza. Parenti, amici e semplici cittadini si sono stretti attorno alla famiglia Visconti, rendendo omaggio a un ragazzo la cui vita è stata spezzata prematuramente. Il silenzio che ha accompagnato l’uscita del feretro dal tempio ha testimoniato lo sconcerto di un intero territorio che, ancora una volta, si trova a piangere una vittima della violenza gratuita.
La ricostruzione dell’evento scatenante ci riporta alla notte del 2 ottobre 2021, all’esterno di un bar di Stornara. Quella che era iniziata come una serata normale si trasformò in tragedia a causa di un banale diverbio tra Fabio, il fratello gemello e due giovani del posto. L’aggressione fu fulminea e brutale: mentre il fratello riportò ferite lievi, Fabio fu colpito con tale violenza da subire un grave trauma facciale e la frattura delle ossa nasali. Per quei fatti, la giustizia ha emesso condanne pesanti: l’esecutore materiale del pugno è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione per lesioni gravissime, mentre il suo complice ha ricevuto una pena di 2 anni. Una vicenda nata dal nulla che, a distanza di anni, ha presentato il suo conto più salato.











