Manca meno di un mese alle amministrative che decreteranno il nuovo Sindaco di Capurso. Si voterà il 24 e 25 maggio 2026. Da una parte, il Sindaco uscente Michele Laricchia, dall’altra due sfidanti. Giusi Pepe e Beatrice Zippo. Ed è proprio quest’ultima che abbiamo intervistato per conoscerla meglio. Classe ’83, laureata in Economia, operatrice culturale e attiva da diverso tempo sul territorio e in politica. A lei, che ringraziamo per la disponibilità, abbiamo posto cinque quesiti sul futuro di Capurso.
Dott.ssa Zippo buongiorno, manca meno di un mese alle votazioni per eleggere il nuovo sindaco di Capurso. Che campagna è stata sino a questo momento? C’è stato confronto con gli altri candidati? Quali visioni vi uniscono e quali vi trovano su fronti contrapposti?
Buongiorno, e grazie per la domanda. Com’è noto dalle vicende social, avevo proposto agli altri due candidati un confronto informale per il 1 aprile scorso, e invece di ricevere una controproposta, il Sindaco uscente e ricandidato si è lamentato di aver appreso la notizia mentre acquistava del prosciutto. Sono comparsi prosciutti sui social, quando le cittadine e i cittadini chiedevano conto di quanto svolto dalla consigliatura uscente. Adesso, la legge impone che i confronti si tengano nelle sedi opportune, con persone qualificate. Siamo andati a Political TV, e ci saranno sicuramente altre occasioni.
Aggiungo, che sono l’unica candidata che arriva all’elezione da privata cittadina, da volontaria della politica, e dunque con una visione non mediata dal potere e vicina ai cittadini come me. Di sicuro ogni candidato che si rispetti pensa di operare per il bene comune, e questo lo ritrovo anche nei miei avversari, ma l’abitudine a fare le stesse cose, mandato dopo mandato, in pieno spirito “abbiamo fatto sempre così” è il pericolo più subdolo per ogni comunità che voglia progredire.
“Per tutte, per tutti, per tutto. Capurso è casa”. Uno slogan forte e diretto allo stesso tempo, può spiegarcelo?
L’intero principio ispiratore della mia campagna è “La Cultura della Cura”. Spesso diciamo di chi sporca “chissà se a casa sua fa la stessa cosa”. Ebbene, se un’amministrazione comunale considera tutta la città come una casa, avendo come priorità la cura, la prevenzione e la manutenzione costante del territorio, dando il buon esempio, non lasciando indietro nessuno, stimola anche la cittadinanza ad avere cura del paese e di chi lo abita.
Cosa di buono è stato fatto dalla precedente amministrazione e cosa si sarebbe potuto fare?
L’aspetto positivo di questa amministrazione è stato solo la stabilità amministrativa che ha consentito al governo di non avere fibrillazioni, per giunta in circostanze fortunate come l’arrivo dei fondi PNRR. Purtroppo, questa stabilità non è stata utilizzata per lo sviluppo di Capurso. Anzi, l’amministrazione è stata un cerchio chiuso, poco aperto alla partecipazione, al confronto, chiuso nelle stanze del Comune. La stabilità ha spesso significato immobilismo, laddove una città ha un costante bisogno di una visione politica condivisa aperta alla partecipazione di tutti al governo della cosa pubblica.
Quali sono i primi temi di cui vorrebbe occuparsi e che i cittadini e le cittadine di Capurso le hanno chiesto?
I cittadini mi hanno chiesto di occuparmi di sicurezza e mobilità, quella che parte da strade e marciapiedi ben tenuti, da arredi urbani funzionali e funzionanti. Inoltre, mi hanno chiesto di avere maggiore affidabilità e tempi soddisfacenti nel dialogo con la pubblica amministrazione. Pertanto, vanno fatti dei notevoli passi in termini di transizione digitale e di percorsi formativi contemporanei per chi amministra la cosa pubblica.
Rigenerazione dal basso o “sinfonia” da continuare?
La continuità non è un bene o un male in assoluto, ma le leggi della Repubblica sono improntate a tempi ben delimitati per la rappresentanza politica, che aiutano a non trasformare la politica in un lavoro, quando invece è un servizio che ha un inizio e una fine. Tendiamo a dimenticarlo, e ad andare avanti per inerzia, ascoltando la stessa canzone più e più volte, anche se non ci piace granché. Per questo, la rigenerazione, il ricambio nelle istituzioni democratiche, è molto più di una scelta: è una necessità dettata dalla nostra Costituzione. E alla Costituzione intendo dedicare ogni giorno del mio servizio.
Una campagna, quella della Dott.ssa Zippo, che parte dal basso, cittadina tra i cittadini, accanto alla sua gente. Una campagna fatta di confronto non urlato ma pacato. Le scorse elezioni, nel 2020, videro un affluenza pari al 66% con 9167 votanti. Allora, fu l’attuale Sindaco Michele Laricchia a spuntarla su Rocco Abbinante candidato con liste del centrosinistra e Filippo Ferrara con liste del centrodestra.
Oggi Laricchia si ripresenta con 4 liste (Amare Capurso, Evviva Capurso, Capurso domani, Capurso Futura) mentre la candidata Zippo si presenta con due liste (Casa democratica e Capurso in movimento) così come anche la candidata Pepe (Prima Capurso e La priorità: Capurso).
In attesa di coinvolgere anche gli altri candidati, si ricorda che il voto coinvolgerà diversi comuni pugliesi e che, un eventuale turno di ballottaggio, sarà previsto per il 7 e 8 giugno.











