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Oggi il giorno del ricordo delle vittime di terrorismo: tra memoria, democrazia e diritti

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione delle istituzioni scolastiche, delle comunità educanti e dell’opinione pubblica sul profondo valore civile del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice, istituito con la legge 4 maggio 2007, n. 56 e celebrato ogni anno il 9 maggio, data simbolicamente legata all’assassinio di Aldo Moro nel 1978.

Questa ricorrenza non rappresenta soltanto un momento commemorativo, ma costituisce un’occasione di riflessione collettiva sul rapporto tra memoria, democrazia e tutela dei diritti fondamentali. Il terrorismo ha inciso profondamente sulla storia della Repubblica italiana, colpendo magistrati, servitori dello Stato, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, appartenenti alle forze dell’ordine e cittadini innocenti, lasciando ferite che appartengono ancora oggi alla coscienza nazionale.

Secondo i dati raccolti nel volume Per le vittime del terrorismo nell’Italia repubblicana, promosso dalla Presidenza della Repubblica, le vittime censite del terrorismo e della violenza eversiva in Italia sono 378. Dietro questi numeri vi sono vite spezzate, famiglie travolte dal dolore e una democrazia più volte ferita. Tra i nomi che la Repubblica continua a custodire nella propria memoria civile vi sono Aldo Moro, Vittorio Bachelet, Guido Rossa, Walter Tobagi, Ezio Tarantelli, Massimo D’Antona, Marco Biagi, Emanuele Petri, Emilio Alessandrini, Francesco Coco, Riccardo Palma e i servitori dello Stato caduti nelle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, del treno Italicus e della stazione di Bologna, simboli delle ferite più profonde inferte alla democrazia italiana nel corso della strategia della tensione e degli anni del terrorismo politico.

Ricordare significa assumersi una responsabilità morale ed educativa. In un contesto storico caratterizzato da nuove radicalizzazioni, linguaggi d’odio, violenza ideologica e fragilità sociali, la memoria delle vittime deve diventare strumento attivo di prevenzione democratica, capace di contrastare ogni forma di estremismo e di delegittimazione delle istituzioni.

Il CNDDU ritiene fondamentale che la scuola italiana affronti questa ricorrenza non attraverso ritualità formali o celebrazioni episodiche, ma mediante percorsi interdisciplinari che coinvolgano storia, diritto, educazione civica, filosofia, letteratura e informazione. Gli studenti devono comprendere che il terrorismo nasce sempre dalla negazione della dignità umana, dal rifiuto del pluralismo e dall’illusione di poter imporre con la violenza una verità assoluta.

Particolarmente significativa appare, in tale prospettiva, la definizione normativa di “vittima del terrorismo”, che riconosce tutela a chiunque — cittadino italiano, straniero o apolide — abbia subito un’invalidità permanente o sia deceduto a causa di atti terroristici, purché estraneo agli ambienti criminali e non coinvolto nella commissione dei reati connessi. Tale riconoscimento assume un alto valore etico e giuridico, poiché riafferma il principio secondo cui la Repubblica non dimentica chi è stato colpito mentre esercitava i propri diritti, il proprio lavoro, il proprio impegno civile o semplicemente la propria quotidianità.

Accanto al dovere della memoria, lo Stato ha previsto specifiche forme di tutela economica, sanitaria, assistenziale e processuale in favore delle vittime e dei loro familiari superstiti. La normativa vigente riconosce benefici quali la speciale elargizione, l’assegno vitalizio e lo speciale assegno vitalizio, oltre al conferimento dell’onorificenza di “Vittima del terrorismo”, accompagnata da una medaglia d’oro destinata ai cittadini colpiti dall’eversione armata per il loro impegno morale e civile.

Il Coordinamento sottolinea inoltre l’importanza del lavoro svolto dalle Prefetture e dal Ministero dell’Interno — attraverso l’Ufficio competente per le vittime del terrorismo — nell’istruttoria delle domande e nell’accertamento dei requisiti previsti dalla legge. La possibilità di accedere ai benefici attraverso procedure telematiche dedicate rappresenta un passo importante verso una maggiore accessibilità dei diritti e una più efficace vicinanza istituzionale alle persone colpite.

Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella restituiscono oggi con particolare forza il significato civile di questa ricorrenza: “La memoria delle vittime del terrorismo costituisce un patrimonio morale della Repubblica e un presidio irrinunciabile della nostra democrazia”. Un richiamo che invita il Paese a non considerare il ricordo come un semplice esercizio celebrativo, ma come un impegno permanente di responsabilità civica e costituzionale.

Per questa ragione il CNDDU propone che il 9 maggio non venga vissuto esclusivamente come una celebrazione rituale, ma si trasformi in una grande esperienza nazionale di memoria partecipata e diffusa. Le scuole italiane potrebbero adottare simbolicamente una vittima del terrorismo, ricostruendone la biografia, il contesto storico, il pensiero, gli ideali, il lavoro e le testimonianze familiari attraverso laboratori digitali, podcast, archivi audiovisivi, mostre interattive e percorsi di storytelling civile realizzati dagli studenti.

Ogni istituto scolastico potrebbe dedicare un’aula, una biblioteca, un giardino o uno spazio simbolico alla memoria di una vittima del terrorismo, creando una “mappa nazionale della memoria democratica” capace di collegare idealmente le scuole del Paese in un unico percorso educativo permanente. Accanto a ciò, il CNDDU propone la realizzazione di un archivio digitale nazionale delle memorie civili scolastiche, accessibile online, nel quale raccogliere elaborati, testimonianze, interviste, documentari e produzioni artistiche degli studenti dedicati alle vittime del terrorismo. Un patrimonio collettivo costruito dalle nuove generazioni per le nuove generazioni.

La memoria, infatti, diventa autenticamente viva soltanto quando i giovani smettono di percepirla come una pagina distante dei manuali e iniziano a riconoscerla come parte della propria identità civile e democratica.

Il CNDDU invita pertanto tutte le istituzioni scolastiche a promuovere momenti di approfondimento, letture pubbliche, incontri con studiosi, magistrati, giornalisti, rappresentanti delle associazioni e familiari delle vittime, affinché il 9 maggio diventi un’autentica occasione di educazione alla legalità costituzionale, alla cittadinanza attiva e alla cultura della pace.

Custodire la memoria delle vittime del terrorismo non significa soltanto ricordare il dolore del passato, ma costruire gli strumenti culturali necessari per difendere il futuro democratico delle nuove generazioni. Perché una democrazia consapevole è una democrazia meno vulnerabile alla violenza, all’odio e alla manipolazione ideologica.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

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