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Bari, crac edilizio del Gruppo Matarrese da 18 milioni: sequestri e indagati per bancarotta fraudolenta

Secondo gli investigatori il salvataggio delle attività di edilizia e lavori pubblici del gruppo Matarrese sarebbe avvenuto a discapito dei creditori e delle altre società di famiglia.

Questa mattina i finanzieri del Nucleo PEF del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale locale. L’operazione ha interessato quote societarie per un valore nominale di 7.376.000,00 euro, riconducibili a una nota famiglia imprenditoriale barese attiva nel settore delle costruzioni. Contestualmente, è stata notificata a 4 indagati la convocazione per l’interrogatorio preventivo, a seguito di una richiesta di misure cautelari per gravi episodi di bancarotta relativi al fallimento di cinque società del medesimo gruppo.

Le indagini della Procura hanno portato alla luce una complessa gestione illecita del patrimonio aziendale, con distrazioni e dissipazioni stimate in oltre 18 milioni di euro. Secondo l’ipotesi d’accusa, gli amministratori avrebbero svuotato le casse societarie attraverso cessioni di partecipazioni e finanziamenti infragruppo, oltre a pagamenti preferenziali effettuati in violazione dei diritti dei creditori. Per quattro delle imprese coinvolte, l’Autorità Giudiziaria ha richiesto la liquidazione giudiziale a causa di un profondo squilibrio finanziario e di una pesante esposizione debitoria verso lo Stato.

E’ stato dunque disposto ed eseguito il sequestro delle quote della Matarrese srl, la «newco» nata dopo il crac della omonima «spa» che per oltre un decennio è stata la principale impresa di costruzioni del Mezzogiorno.

Oltre ai reati fallimentari, l’inchiesta ha evidenziato un sistematico mancato versamento di imposte per circa 7 milioni di euro, utilizzato come metodo illecito di autofinanziamento. Per mascherare il dissesto finanziario e ritardarne l’emersione, i responsabili avrebbero falsificato i bilanci d’esercizio delle capogruppo sopravvalutando artificiosamente le partecipazioni interne. È opportuno ricordare che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere confermata nelle sedi processuali.

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Redazione
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