Avvio difficile della campagna cerasicola in Puglia, dove il maltempo della prima metà di maggio ha causato importanti danni alla produzione di ciliegie Bigarrau nelle principali aree del sud-est barese. A lanciare l’allarme è stato Coldiretti Puglia, che ha denunciato una situazione parzialmente pregiudicata nelle campagne vocate alla cerasicoltura. Le forti perturbazioni che hanno colpito il territorio portando piogge incessanti – spiega l’organizzazione – ha provocato danni considerevoli ai frutti e le ciliegie rovinate dall’eccesso di acqua fino a diventare in molti casi non commercializzabili.

“L’inizio è stato pessimo e il cattivo tempo non ha ancora smesso di perseguitarci. Una ciliegia su due rotta dalle piogge e delle restanti il 30% ammaccate dal vento – puntualizza Antonio Palmisano, imprenditore agricolo di Turi – Quest’anno però oltre il cattivo tempo, le istituzioni stanno premendo con controlli e a volte trovano dettagli banali per multare l’agricoltura. Si lavora quindi senza tranquillità e molti produttori stanno abbandonando i campi, soprattutto la raccolta. Anche perché personale non se n’è trova. Rispettiamo quanto previsto per legge, facciamo le cose in regola ma se le regole diventano pari a quelle nel settore industriale diventa impossibile perché i ‘pezzi’ non sono standard: tanti sono i fattori che condizionano la qualità della nostra merce”.

“A pochi giorni dall’avvio della campagna cerasicola, piogge insistenti e il forte vento hanno compromesso pesantemente il raccolto della cultivar Bigarreau – conferma Giuseppe Taneburgo, produttore diretto di Sammichele di Bari -. Molto alta la percentuale delle ciliegie spaccate, con i prezzi in caduta libera. Per fortuna, la Ferrovia indenne”.

Sorte migliore per la pregiata varietà pugliese è certo l’augurio dei tanti addetti ai lavori che investono tempo e fatiche durante tutto l’anno. Di fatto, al momento le temperature anomale e una primavera a singhiozzo ha arrecato soltanto danni ingenti svalutando il valore di mercato dell’oro rosso di Puglia che, per quanto concerne la varietà Bigarreau, ha subito perdite stimate mediamente attorno al 40%, con punte anche superiori in alcune zone particolarmente colpite.

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