Un detenuto 23enne di origini albanesi, Xhuljano Quku, recluso per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale nel carcere di Brindisi, è riuscito per alcune ore a fuggire dal penitenziario e darsi alla fuga. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo all’apertura dei passeggi ha scavalcato il muro che delimita l’area per poi arrampicarsi sul muro di cinta e fuggire, facendo perdere le tracce.
La sua fuga, tuttavia è durata solo poche ore. Il 23enne è stato individuato e fermato nel territorio di Latiano dalle forze di polizia nei pressi della casa della fidanzata. È lì e nella vicina Mesagne, luogo dove risiedeva prima dell’arresto, che si erano concentrate le ricerche.
L’uomo è stato riportato in carcere dove deve scontare quattro anni per spaccio di droga. A cui si aggiungerà senz’altro il supplemento di pena per l’evasione.
La denuncia dei sindacati
A rendere possibile la fuga – secondo la denuncia del sindacato Sappe – il fatto che l’agente in servizio, oltreché vigilare sui passeggi, era costretto a gestire più posti di servizio “compreso un piccolo reparto – dicono – ove sono rinchiusi detenuti sottoposti a grande sorveglianza. Purtroppo – aggiunge il sindacato – questa situazione è una prassi consolidata a Brindisi come in altre carceri della regione a causa della gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria, nonché del sovraffollamento di detenuti che è arrivato nella regione Puglia a sfiorare il 180% a fronte di un 135% nazionale”.
Anche il Cosp– Coordinamento Sindacale Penitenziario esprime forte preoccupazione per quanto accaduto presso la Casa Circondariale di Brindisi e ritiene doveroso evidenziare come tali criticità fossero state già rappresentate formalmente all’Amministrazione durante i recenti incontri con il Provveditorato Regionale, sottolineando che la grave carenza di organico, il costante sovraffollamento della popolazione detenuta e le peculiari caratteristiche strutturali dell’istituto brindisino, non consentono una gestione agevole mediante accorpamenti di sezioni e posti di servizio, avrebbero potuto determinare eventi critici e compromettere i livelli di sicurezza dell’istituto.
La cosa paradossale, secondo il sindacato, è la problematica, più volte denunciata dal Cosp, relativa alla gestione del Nucleo Interprovinciale Traduzioni e Piantonamenti Lecce-Brindisi, che continua a sottrarre personale alla Casa Circondariale di Brindisi. Tale situazione determina una costante emorragia di unità operative impiegate per traduzioni presso i Tribunali di Brindisi, Lecce, Bari e Foggia, nonché per visite mediche e ricoveri ospedalieri.











