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L’estate 2026 entra nel vivo con una pesante e persistente ondata di calore che sta interessando gran parte della penisola italiana. Secondo i dati ufficiali monitorati attraverso il “Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute” del Ministero della Salute, la stabilità atmosferica sta portando le temperature a livelli di criticità elevati da Nord a Sud, configurando uno scenario di forte stress termico per la popolazione.
Bollini rossi e città a rischio: la mappa del rischio termico
I bollettini quotidiani emessi dal Ministero fotografano una situazione in progressiva intensificazione, con numerose città contrassegnate dal bollino rosso (Livello 3), che indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute non solo dei soggetti fragili, ma anche delle persone sane e attive. Il monitoraggio costante include i principali centri urbani italiani — tra cui Roma, Milano, Firenze, Bari e Bologna — dove l’effetto combinato di temperature massime elevate e alti tassi di umidità (afa) persiste anche durante le ore notturne, riducendo le possibilità di recupero dell’organismo.
I presidi e i servizi attivi: torna il numero di pubblica utilità 1500
Per fare fronte a questa ondata di caldo e supportare la cittadinanza, il Ministero della Salute ha riattivato a pieno regime le misure di prevenzione previste dalla circolare ministeriale n. 3873. In particolare:
Numero di pubblica utilità 1500: È attivo per fornire informazioni sui bollettini e consigli utili sui comportamenti da adottare per proteggersi dal caldo.
Applicazione “Caldo e Salute”: Disponibile per consultare in tempo reale i livelli di rischio della propria città direttamente sui dispositivi mobile.
Rete di monitoraggio: I Sistemi di Allarme (HHWWS) e i sistemi di sorveglianza della mortalità giornaliera collaborano con i pronto soccorso locali per gestire tempestivamente eventuali picchi di accessi dovuti a colpi di calore.
Protezione Civile e tutela delle fasce vulnerabili
La Protezione Civile, in stretta sinergia con i servizi socio-sanitari dei singoli Comuni, ha attivato i protocolli di monitoraggio e assistenza sul territorio, focalizzandosi in modo prioritario sulle categorie definite “a maggior rischio di suscettibilità”. I gruppi più vulnerabili includono gli over 75, le persone affette da patologie croniche cardiorespiratorie o in terapia con farmaci che alterano la termoregolazione, i neonati, i bambini piccoli e i lavoratori esposti all’aperto nei cantieri o nei campi agricoli.
Le linee guida ufficiali per prevenire lo stress termico
Le autorità sanitarie e i servizi di gestione delle emergenze raccomandano di seguire scrupolosamente le buone norme di comportamento per limitare l’esposizione allo stress termico:
Evitare l’esposizione diretta al sole e l’attività fisica all’aperto nelle ore centrali e più calde della giornata (dalle ore 11:00 alle 18:00).
Schermare le finestre esposte al sole con tende o persiane e regolare i climatizzatori a temperature non inferiori ai 25°-27°C.
Mantenere una corretta idratazione bevendo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, privilegiando pasti leggeri a base di frutta e verdura, ed evitando bevande alcoliche o eccessivamente zuccherate.
Monitorare con attenzione le persone anziane o fragili che vivono da sole e non lasciare mai, neanche per brevi periodi, bambini o animali domestici chiusi all’interno dei veicoli.











