NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il 4 luglio gli Stati Uniti celebreranno il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza. Un traguardo che avrebbe dovuto rappresentare un momento di unità nazionale. E invece arriva nel momento in cui l’America appare più divisa non soltanto sul proprio futuro, ma perfino sul proprio passato.
Perché gli Stati Uniti sono un Paese diverso da quasi tutti gli altri. Non nascono da un’etnia, una lingua o una religione comune. Nascono da un’idea: che il potere non appartenga a un re, ma ai cittadini; che tutti gli uomini siano creati uguali e che i diritti dell’individuo precedano quelli dello Stato. È questa l’idea rivoluzionaria contenuta nella Dichiarazione d’Indipendenza del 1776. Ed è proprio per questo che la domanda più importante, oggi, è forse la più semplice: può sopravvivere un Paese nato da un’idea quando quell’idea non è più raccontata nello stesso modo? A porsi questa domanda è un importante saggio pubblicato da The Atlantic e firmato da Yoni Appelbaum. L’autore osserva come gli Stati Uniti siano arrivati al loro 250° compleanno senza riuscire più a condividere una narrazione comune della propria storia.
mgg/gtr
(Video di Stefano Vaccara)
America Week – Episodio 73

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