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L’edizione 2026 del Governance Poll, lo storico monitoraggio annuale sul gradimento degli amministratori locali realizzato dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, fotografa un quadro politico in profonda evoluzione. Tra conferme consolidate e importanti novità, l’indagine mette in luce un generale e fisiologico calo della “luna di miele” elettorale (due sindaci su tre vedono contrarsi i propri consensi), ma incorona anche figure capaci di una straordinaria sintonia con i propri territori. Quest’anno il gradimento medio cala leggermente: la soglia della “sufficienza” (il 50% dei consensi) viene superata da 74 sindaci su 92 (l’80% del totale, contro l’85% dello scorso anno).
Classifica Sindaci 2026: lo storico primato di Firenze e il podio nazionale
La vera svolta dell’edizione 2026 riguarda la classifica dei primi cittadini delle città capoluogo di provincia, che vede per la prima volta nella storia del sondaggio una donna sul gradino più alto del podio. Sara Funaro, sindaca di Firenze, conquista la vetta assoluta trainata da un balzo di ben 11 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione, toccando il 66% di gradimento complessivo.
Subito dietro la prima cittadina fiorentina si posiziona Marco Fioravanti (Ascoli Piceno), che si conferma tra gli amministratori più solidi e apprezzati d’Italia con il 65% dei consensi. Chiude il podio nazionale il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che aggancia il terzo posto con il 64%, a dimostrazione di un forte consolidamento del centrosinistra nelle grandi aree metropolitane.
Scorrendo la “Top 10” dei sindaci emerge un mix bilanciato tra Nord e Sud:
4° posto: Massimo Zedda (Cagliari) al 63%
5° posto: Federico Basile (Messina) al 62% (protagonista di un clamoroso exploit di +12 punti rispetto al 2025)
6° posto: Pierluigi Biondi (L’Aquila) al 61%
7° posto (ex aequo): Mario Conte (Treviso), Chiara Frontini (Viterbo) e Michele Guerra (Parma) al 60%
10° posto (ex aequo): Giuseppe Sala (Milano) e Clemente Mastella (Benevento) al 59,5%
Tra le altre grandi città, si registra il recupero di Roberto Gualtieri a Roma che risale al 41° posto con il 54% (+8 punti rispetto al crollo dello scorso anno), mentre stagna Matteo Lepore a Bologna (64° con il 51%). Chiude la classifica Giacomo Tranchida (Trapani).
I sindaci pugliesi
Fortemente influenzata dall’eredità politica lasciata da Antonio Decaro. Nel capoluogo regionale, Vito Leccese (Bari) affronta la sfida più complessa: raccogliere il testimone del neo-governatore. Nel sondaggio 2026, Leccese si attesta in una solida posizione di metà classifica, superando la soglia della sufficienza con il 54,5% dei consensi; un risultato che risente della naturale fine della “luna di miele” post-elettorale, ma che dimostra la tenuta del centrosinistra nella perno della politica regionale.
Spostando lo sguardo sugli altri capoluoghi della regione, emerge un quadro a due velocità:
Foggia: La sindaca Maria Aida Episcopo consolida la sua posizione attestandosi al 53,5% di gradimento. Un dato positivo che premia gli sforzi di normalizzazione e rilancio della macchina amministrativa foggiana dopo gli anni bui del commissariamento.
Lecce e Taranto: Più complessa la situazione per Adriana Poli Bortone a Lecce e Rinaldo Melucci a Taranto. La prima cittadina leccese si ferma al 50,5%, risentendo delle forti polarizzazioni politiche della città barocca, mentre Melucci sconta le storiche e mai del tutto risolte tensioni industriali e ambientali legate al territorio ionico, posizionandosi nella parte medio-bassa della classifica nazionale con il 49%.
Nel complesso, i sindaci pugliesi dimostrano una discreta capacità di resistenza: pur mancando gli exploit travolgenti degli anni passati nella “Top 10” dei primi cittadini, la maggior parte di essi riesce a mantenere la fiducia della maggioranza dei propri elettori, beneficiando indirettamente del clima di forte fiducia che circonda la nuova giunta regionale guidata da Decaro.
Classifica Governatori 2026: i nuovi volti ridefiniscono gli equilibri regionali
La classifica dei Presidenti di Regione del 2026 risente fortemente dei recenti rinnovi elettorali, premiando in modo netto due governatori al loro primo anno di mandato e segnando il passaggio di consegne in storiche roccaforti regionali.
A guidare l’indice di gradimento dei governatori è Antonio Decaro, neo-presidente della Regione Puglia, che debutta direttamente in cima alla classifica con il 66% di consensi. Decaro stacca di un solo punto percentuale Alberto Stefani, neo-governatore del Veneto succeduto a Luca Zaia, che ottiene un eccellente 65% confermando il forte radicamento del modello veneto. Sul terzo gradino del podio sale Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) con il 64%, mantenendo intatta la sua amplissima base di fiducia.
Le restanti posizioni della Top 10 dei governatori vedono:
4° posto (ex aequo): Roberto Occhiuto (Calabria) e Alberto Cirio (Piemonte) al 60%
6° posto: Attilio Fontana (Lombardia) al 57%
7° posto: Eugenio Giani (Toscana) al 56,5%
8° posto (ex aequo): Renato Schifani (Sicilia) e Vito Bardi (Basilicata) al 56% (con Schifani che registra il maggior incremento di consenso assoluto rispetto al giorno delle elezioni)
10° posto (ex aequo): Roberto Fico (Campania) e Francesco Acquaroli (Marche) al 55%
In dodicesima posizione si attesta Michele de Pascale (Emilia-Romagna) con il 52%, mentre scendono sotto la soglia psicologica del 50% amministratori come Marco Bucci (Liguria), Stefania Proietti (Umbria) e Alessandra Todde (Sardegna), quest’ultima comunque in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente.
I protagonisti più apprezzati: focus sui leader del consenso locale
Sara Funaro (Sindaca di Firenze) – Il trionfo della concretezza al femminile
Il successo di Sara Funaro non rappresenta solo un record personale, ma un segnale politico rilevante. Arrivata al 66% di gradimento, la sindaca di Firenze incarna quel protagonismo femminile che sta ridefinendo la politica italiana. Il balzo in avanti rispetto al 2025 dimostra come la cittadinanza stia premiando un’azione di governo incentrata sulla gestione dei dossier concreti del territorio (sicurezza urbana, welfare e transizione turistica), superando le storiche frizioni e frammentazioni della sinistra fiorentina.
Antonio Decaro (Presidente della Regione Puglia) – Il “Re del Consenso” cambia ruolo ma non perde il primato
Antonio Decaro si conferma un vero e proprio fenomeno elettorale. Dopo anni passati ai vertici della classifica dei sindaci alla guida di Bari, il suo passaggio alla presidenza della Regione Puglia non ha scalfito la straordinaria sintonia con l’elettorato. Il suo 66% lo incorona leader assoluto dei governatori italiani, dimostrando che il suo modello amministrativo, fatto di empatia, forte presenza territoriale e costante dialogo civico, è scalabile con successo anche a livello regionale.











