ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi vent’anni l’agroalimentare Made in Italy ha visto cambiare profondamente i suoi equilibri. A soffrire maggiormente è il comparto dell’olio di oliva, mentre la produzione di vino ha mantenuto livelli molto più vicini a quelli di inizio periodo. Tra il 2006 e il 2025, secondo l’Istat, la produzione di olio di oliva è crollata del 37%. Una flessione legata soprattutto alla diminuzione delle rese. Nello stesso periodo, infatti, la produzione di olive è calata, mentre le superfici coltivate sono rimaste sostanzialmente stabili. Più stabile il comparto vitivinicolo. La produzione di vino è diminuita appena del 3,6%. La produzione di uva ha registrato una contrazione, accompagnata da una riduzione sia delle superfici coltivate a vite sia della resa. Più marcato il calo dell’uva da tavola, mentre è rimasta molto più stabile la produzione di uva destinata alla vinificazione. Il dato sul vino è inoltre caratterizzato da forti oscillazioni di anno in anno. Tra il 2018 e il 2020 la produzione aveva superato nettamente i livelli del 2006, per poi ridimensionarsi.
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