Le criticità operative del Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica riaccendono lo scontro politico sulla gestione della sanità pubblica in provincia di Brindisi e a livello regionale.
Nonostante le recenti rassicurazioni e le comunicazioni diffuse dalla Asl di Brindisi in merito alle attività per il potenziamento dei servizi, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli, giudica insufficienti le misure adottate e punta l’indice contro le modalità con cui si è proceduto alla riorganizzazione delle strutture sanitarie territoriali.
Il nodo delle liste d’attesa e l’impatto sui pazienti fragili
Al centro delle contestazioni c’è l’impatto dei ritardi assistenziali sull’utenza più vulnerabile. In particolare, Caroli sottolinea le difficoltà legate all’accesso ai percorsi riabilitativi ad alta intensità e alle prestazioni specialistiche (con riferimento alle codifiche d’assistenza 56 e 75).
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, le lunghe liste d’attesa del sistema pubblico starebbero costringendo numerosi pazienti e le rispettive famiglie a rivolgersi alle strutture private per garantire la continuità delle cure, vanificando gli obiettivi di tutela della sanità pubblica dichiarati dalla gestione regionale.
Le polemiche sulle internalizzazioni: da Ceglie Messapica alla RSA di Ostuni
Il dibattito si estende anche ad altre realtà della rete assistenziale brindisina, tra cui la RSA di Ostuni, anch’essa interessata dai processi di internalizzazione dei servizi.
Caroli segnala presunte carenze relative alle dotazioni strumentali e criticità di tipo documentale legate alle procedure di accreditamento e autorizzazione all’esercizio. L’attacco politico si concentra sulle tempistiche adottate per i cambi di gestione, ritenute affrettate e guidate da logiche di consenso elettorale anziché da una pianificazione orientata alla qualità dei servizi e al sostegno dei familiari dei degenti.











