“La presenza di Sanofi Aventis a Brindisi è una presenza importante per la nostra regione perché consente di occupare capitale umano qualificato che altrimenti cercherebbe opportunità fuori dalla Puglia e dall’Italia”.
Lo ha detto Loredana Capone, assessore regionale allo Sviluppo economico, in visita, ieri, presso lo stabilimento brindisino in occasione dei festeggiamenti per i cinquant’anni di attività.
“Abbiamo investito molto negli ultimi anni nel settore farmaceutico, considerandolo strategico. Due i contratti di programma siglati con Sanofi Aventis per oltre 50 milioni di investimento: il primo da oltre 20 milioni di euro, il secondo da oltre 28 milioni. Il distretto farmaceutico, oggi, vale una quota importante delle esportazioni pugliesi e impiega, per il 95%, a tempo indeterminato, in assoluto la più alta percentuale di personale laureato e diplomato e un numero rilevante di donne”.
“Ma possiamo fare ancora di più – ha proseguito. Per questo motivo, oggi, a Brindisi, ho invitato l’amministratore delegato di Sanofi, Alexander Zehnder, a potenziare gli investimenti in Puglia. La Regione è pronta a valutare ulteriori attività che possano far crescere il polo farmaceutico esistente con vantaggio per l’occupazione e per la produzione. L’ho invitato, inoltre, a organizzare qui i loro congressi. Le cose non sono slegate tra loro, al contrario, è proprio la trasversalità e la complementarietà dei servizi offerti che nel futuro porteranno la Puglia a essere sempre più attrattiva agli occhi del mondo”.
Sanofi Aventis in Puglia è braccio destro del Distretto Biotecnologico della Regione, insieme alle Università di Bari, Lecce, Foggia e ad altre piccole e medie aziende pugliesi.
Brindisi è uno stabilimento specializzato nella produzione di antibiotici e sede del Centro di Biotecnologie. Nato nel 1966 come Aminova per la produzione di glutammato sodico per fermentazione su melassa, lo stabilimento è stato acquistato nel 1970 dal Gruppo Lepetit e riconvertito con un investimento di diversi miliardi alla produzione di intermedi e principi attivi farmaceutici, principalmente antibiotici, quali la rifampicina, farmaco per il trattamento della tubercolosi. Nel corso degli anni è stato ulteriormente ampliato, introducendovi la produzione di altri principi attivi quali tetraciclina, la eritromicina, produzioni oggi dismesse, la teicoplanina ed il deflazacort.
Oggi lo stabilimento Sanofi di Brindisi copre un’area di circa 150.000 m2 ed ospita un centro specializzato nella ricerca biotecnologica impegnato nell’ottimizzazione continua dei processi produttivi e nello studio e sviluppo di processi per il passaggio su scala industriale della produzione di nuovi principi attivi. Una delle funzioni principali dei laboratori, oltre a mantenere i ceppi del principio attivo, è quella di aumentarne la capacità produttiva, selezionando quelli con le migliori caratteristiche metaboliche. La capacità di selezione è stata rafforzata grazie a un apparecchio che esegue in modo automatizzato le fermentazioni per lo screening dei ceppi mutanti.











