La situazione dell’Ente Lirico legato al teatro di Bari è seria. Molto seria. E non deve essere presa sotto gamba. In ballo ci sono 6 milioni di euro che bisogna trovare per far fronte a sentenze che, quando arriveranno (e le prime 21 sono già esecutive) obbligheranno i dirigenti baresi a riassumere 181 lavoratori.
Si tratta di dipendenti assunti in passato con contratto a tempo determinato. Sono state 21 ad oggi le sentenze a favore dei lavoratori e analoga sorte potrebbe riguardare 160 ricorsi pendenti, per un totale, in caso di soccombenza della Fondazione, di 6 milioni di euro da dover tirare fuori (oltre all’onere di dover riassumere i lavoratori).
Una situazione insostenibile e che il sovrintendente Biscardi potrerebbe senza deviazioni alla chiusura della stessa Fondazione. A meno che qualcuno non intervenga per ripianare la situazione. Tirando fuori bei soldoni e sistemando il passato. Senza pensare che poi bisognerebbe anche sistemare il futuro perchè tra i contratti attualmente in essere e i reintegri ordinati dalla magistratura si verrebbe a creare una situazione del personale decisamente insostenibile per le finanze e le casse della Fondazione Petruzzelli.
Ad oggi la Fondazione Petruzzelli ha 130 dipendenti e doverne assumere altri 181 peserebbe, infatti, non poco sulla stabilità dei conti.
E probabilmente saremo tutti noi pugliesi, con soldi pubblici, a ripianare le casse della Fondazione.
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dichiara: “Le vicende che riguardano la Fondazione Petruzzelli, e di cui sono costantemente aggiornato dal sovrintendente Massimo Biscardi, sono nell’agenda della Regione Puglia. Lo stato di crisi dovuto al contenzioso lavorativo riconosciuto da sentenze inequivocabili del Tribunale del lavoro di Bari va risolto. Nei prossimi giorni la giunta regionale provvederà, con la procedura di assestamento di bilancio, a fornire al sovrintendente un contributo straordinario che possa consentire alla Fondazione Petruzzelli di risolvere la vicenda. La Fondazione Petruzzelli è un’eccellenza di produzione culturale della regione Puglia, ed è intento di questa amministrazione favorirne la capacità di sviluppo a servizio di tutta la comunità pugliese”.
Una situazione intricata, a cui bisogna dare delle risposte in tempi brevi. A breve verranno stanziati i fondi per una serie di procedure transattive che vadano a scongiurare le riassunzioni di parte degli ex dipendenti ricorrenti. Ma per il futuro?
Di sicuro ancora una volta in Puglia i cittadini pagheranno per errori commessi da altri.











