HomePoliticaAnticorruzione in Puglia, Longo: “Bisogna lavorare per una sensibilità collettiva”

Anticorruzione in Puglia, Longo: “Bisogna lavorare per una sensibilità collettiva”

Appalti e corruzione. Corruzione e politica. Economia, impresa e malaffare. Sono questi i temi intorno a cui, questa mattina, a Bari si è svolto un convegno dal titolo “La prevenzione ed il contrasto alla corruzione e la nuova disciplina degli appalti pubblici” organizzato dal Comando Regionale Puglia della Guardia di Finanza di Bari in collaborazione con l’Ateneo barese e che si è tenuto presso l’Aula Aldo Moro dell’Università.

Il convegno, moderato dal Comandante delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, Gen. Gennaro Vecchione, è stato aperto con gli indirizzi di saluto del Comandante Regionale Puglia, Gen. Vincenzo Papuli e del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Felice Uricchio.

Tra gli ospiti presenti al seminario, in rappresentanza della Regione Puglia e del mondo politico, il vicepresidente del Consiglio Regionale Peppino Longo, che a margine dell’incontro ha voluto fare il punto della situazione delle leggi che la Regione Puglia ha in cantiere per contrastare il fenomeno della corruzione e per favorire la trasparenza nel mondo degli appalti, anche all’indomani delle pesanti accuse che il presidente dell’Anticorruzione Cantone ha voluto lanciare al mondo politico in generale, reo di avere troppo spesso maglie larghe in cui è facile intrufolarsi e comunque non realizzare la piena trasparenza, soprattutto quando in ballo ci sono parecchi soldi.

“Siamo in un settore dove più stretto è il rapporto tra gli Enti Locali e i cittadini, in particolare il sistema delle imprese – ha dichiarato in proposito Longo, facendo seguito all’allarme lanciato dal presidente Anac, Raffaele Cantone -. Il problema c’è ed è serio. In Puglia, i reati di corruzione sono in crescita. I dati indicati dalla Guardia di Finanza mostrano un incremento del 30 per cento nei primi cinque mesi del 2016 rispetto al 2015”.

Longo però sottolinea che “la Regione non trascura il fenomeno” segnalando le “più recenti iniziative , che dimostrano la piena consapevolezza e la volontà di agire tempestivamente. Da una parte, c’è il costante aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione, adottato dalla Giunta regionale che muove da una strategia che affida un ruolo centrale alla partecipazione istituzionalizzata e alla trasparenza. Per quanto riguarda in particolare il Consiglio regionale, mi preme portare all’attenzione l’iniziativa legislativa che proprio in questi giorni sta impegnando la Commissione permanente agli Affari Istituzionali”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale si riferisce alla proposta di legge di Sabino Zinni, che prevede l’istituzione di una Commissione Speciale di studio e di indagine per la promozione della cultura della legalità e il contrasto da opporre a forme di attività corruttiva. “Sarà un organo consultivo della Regione, ma non si chiuderà nelle stanze del Consiglio. Infatti è prevista la collaborazione con le Amministrazioni pubbliche, la Magistratura, le associazioni di categoria e parti attive della società civile. Le finalità della Commissione anticorruzione vanno dalla vigilanza sul fenomeno allo studio di interventi legislativi e amministrativi di contrasto. L’organismo, tra gli altri compiti, provvederà ad una puntuale verifica della normativa vigente e degli interventi conseguenti, formulando proposte di carattere normativo e organizzativo per rendere più coordinata e incisiva l’iniziativa della Regione e degli Enti locali, sempre ai fini della lotta ai fenomeni corruttivi”.

Sulla proposta di legge di Zinni è in atto un fitto programma di audizioni, che ha già visto in Consiglio regionale il Procuratore della DDA di Lecce Cataldo Motta, il Procuratore aggiunto della DDA di Bari Lino Bruno, il sostituto Procuratore Renato Nitti e i rappresentanti delle Camere Penali di Puglia. “Tutti hanno offerto un contributo competente e autorevole, dal quale è emersa l’esigenza di informare e insistere e sulla negatività legale e sociale della corruttela”.

“Da tempo – ha concluso Longo – concordiamo tutti sull’opportunità di creare un’antimafia sociale: è il momento di dare vita, tutti insieme, ad una sensibilità collettiva anticorruzione”.

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Redazione
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