L’incessante pioggia non ha fermato le diverse migliaia di persone (si contano cinqumila presenti) che hanno voluto partecipare all’ultimo saluto di 13 delle 23 vittime del disastro ferroviario di martedì 12 luglio tra Andria e Corato. Lunghe code per accedere al Palazzetto dello sport di Andria. Alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del presidente della Camera Laura Boldrini, Il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, del Presidente della Regione Michele Emiliano, di sindaci, parlamentari e altre autorità civili e militari si è svolto il funerale collettivo delle vittime andriesi.
Per le altre vittime i famigliari hanno deciso il trasporto nelle città di origine o per un rito privato. Sempre ad Andria, ma nella Chiesa dell’Immacolata, la messa per Alessandra Bianchino. A Bari, nella chiesa di Sant’Antonio, si è svolto il funerale di Enrico Castellano, mentre al Redentore, si è svolta la funzione religiosa per l’ultimo saluto a Nicola Gaeta.
Oggi pomeriggio alle 15,45 la messa per le vittime di Corato nella Chiesa Matrice.
A celebrare la funzione monsignor Luigi Mansi, vescovo di Andria. “Temiamo che per troppi anni – ha detto Mansi – e per tante persone queste terre siano state considerate le periferie dell’Italia, quelle periferie alle quali il nostro Papa Francesco ha fatto tante volte riferimento. Le nostre coscienze sono state addormentate da prassi che ci sembrano normali ma non lo sono: quelle prassi dell’economia in cui non si pensa alla vita delle persone ma alla convenienza e all’interesse, senza scrupoli e con piccole e grandi inadempienze del proprio dovere».
Anche in chiesa i famigliari delle vittime erano affiancati e assistiti da psicologi e dai volontari che si sono occupati di loro dal giorno della tragedia.
Al termine della toccante cerimonia l’intervento del Sindaco di Andria: “Ho il dovere, perché il nostro territorio paga il più alto sforzo, di chiedere giustizia. Sono troppe le donne egli uomini a cui è stata sottratta la vita. Il nostro territorio è stato martoriato ma, ha saputo reagire con dignità e forza. Vogliamo che la magistratura accerti la verità dei fatti con rigore e meticolosità. Chiunque abita qui ha viaggiato su quella tratta. Un mezzo che nessuno poteva mai immaginare potesse diventare luogo di morte anziché mezzo di speranze, gioia e vita. In questi giorni, la quiete delle nostre città è stata squarciata da dolore, polvere e morte. E anche se c’è stata una incredibile gara di solodarietà, il dolore è troppo forte. Ma il nostro territorio saprà rialzarsi ancora una volta. Presidente guardi i volti dei familiari sofferenti e guardi le foto delle vittime e ci prometta che non accadrà mai più un evento del genere”.
Intanto a Trani gli indagati salgono a sei.











