Hanno avuto inizio le audizioni in IV commissione in merito al disegno di legge relativo alla “Norme straordinarie in materia di consorzi di bonifica commissariati”. Il presidente Donato Pentassuglia ha precisato che le audizioni saranno completate venerdì 7 ottobre, in modo che la commissione possa entrare nel merito a partire dal 12 ottobre. “L’obiettivo – ha detto – è quello di mettere il Consiglio regionale nelle condizioni di esaminare il ddl, insieme all’altro su cui sta lavorando la commissione sulla xilella, nel mese di novembre”.
Sono stati auditi, presente l’assessore all’Agricoltura Leo Di Gioia, i rappresentanti di Confagricoltura Puglia, Coldiretti, dei sindacati confederali e di categoria, oltre che dell’Autorità Idrica, Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi Gestione E tutela del Territorio e Acque Irrigue) Puglia, Autorità di Bacino e Arif.
Pur concordando sull’esigenza di riformare il settore, le associazioni professionali e i sindacati hanno sollevato diverse perplessità sull’impianto del ddl. Due in particolare i punti evidenziati: lo scorporo delle competenze in materia idrica a favore della nuova Agenzia regionale per l’acqua in agricoltura (Araia) che non semplificherebbe la situazione; le procedure previste per il ripiano della debitoria pregressa dei consorzi di bonifica soppressi che confluiranno nel “Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia”. Il ddl prevede, in particolare, che i creditori accettino un abbattimento del 50% del debito, oltre che la rinuncia totale a qualsiasi tipo di interessi. Cosa accadrà nel momento in cui questa condizioni non saranno accettate ?
Da parte dei sindacati preoccupazione è stata espressa anche per quel che riguarda il personale dei consorzi, in particolare con riferimento a quello a tempo determinato utilizzato storicamente dai consorzi per le varie attività.
In chiusura l’assessore Di Gioia ha specificato che la migliore forma istituzionale in generale per la gestione delle attività di bonifica ed irrigazione è quella dei consorzi. Tuttavia la Regione non può più finanziare l’attuale articolazione del servizio in perdita, ragion per cui la sfida attuale è quella di mettere in piedi un sistema che si autosostenga.











