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Bari, due serate al Teatro Purgatorio con la musica e la poesia di Peppe Barra

Musica e parole miscelate con sapienza e con quel tocco di napoletanità che ne rappresenta una marcia in più. Oggi e domani, al Teatro Purgatorio di Bari (via Salvatore Pietrocola, 19), arriva Peppe Barra, interprete magistrale sia di canzoni che di tammurriate, di liriche teatrali e di poesie.

Peppe Barra compone in unico affresco sonoro, melodico e ritmato, gli echi del passato e i moderni ritmi del Mediterraneo. Conoscitore e attento ricercatore di tradizioni popolari, Barra si dimostra particolarmente felice di contaminare i generi musicali. Il suo repertorio contiene pezzi classici e brani suoi o, di autori a lui vicini, sempre eseguiti in dialetto per dare maggiore forza al significato dei testi che hanno per tema esperienze autobiografiche: l’amore, la vita e la morte, quell’ironia e quel sarcasmo tutti partenopei che Barra esprime come nessun altro.

Agli inizi degli anni Novanta approda al suo esordio discografico come solista con Mo’ vene. Un disco (a cui partecipano Billy Cobham, Famodou Don Moye dell’Art Ensemble Of Chicago e l’adorata mamma Concetta) in cui vengono esaltate le sue camaleontiche e ricercate doti espressive e si afferma con forza la sua capacità di interpretare in maniera nuova la musica popolare.

Ad aprile 2001 esce il suo secondo disco, Guerra, presentato con grandissimo successo di pubblico e di critica al teatro Piccinni di Bari. Un lavoro commovente e intenso, che parla le lingue del Mediterraneo e consacra ancora una volta Peppe Barra tra quelle rare creature fatate che popolano il mondo.

Non si contano, nel frattempo, gli spettacoli teatrali e i progetti che sanciscono la piena affermazione dell’artista partenopeo: dalla Nuova compagnia di Canto Popolare, alla registrazione per la Rai di venti tra le più belle favole de Lu Cunto de li Cunti di Giambattista Basile, poi tradotte nello spettacolo teatrale Lengua serpentina; dall’adattamento in dialetto lapoletano del brano Bocca di Rosa, voluto da Fabrizio e André e poi pubblicato nell’album Canti Randagi, alla partecipazione all’Opera da tre soldi di Bertold Brecht e Kurt Weill diretta dal maestro Heinz Carl Gruber nel ruolo di Mister Peachum, a voler citare alcune fra le esperienze artistiche di questi anni.

Dopo aver partecipato nel film Pinocchio di Roberto Benigni, nel quale interpreta la parte del Grillo Parlante, Barra riprende gli incontri con gli studenti nelle università, e lo spettacolo Peppe Barra racconta, riscuote grandissimo successo anche tra il pubblico giovanissimo. Partecipa alla trasmissione televisiva “Chiambretti c’è”, mentre in giro per l’Italia rappresenta il Don Giovanni diretto da Maurizio Scaparro con musiche di Nicola Piovani.

Oggi, Peppe Barra rappresenta l’Italia come maestro di voce ed è protagonista del recupero della tradizione popolare musicale e teatrale.

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Redazione
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