Nello scorso mese di ottobre Netflix, la piattaforma di video streaming americana più famosa al mondo ha fatto il suo esordio in Italia, destando un certo clamore tra i consumatori, e con il dichiarato intento di acquisire un terzo del mercato italiano entro i prossimi sei anni.
Il colosso del videostreaming di Los Gatos, California che vanta un fatturato di 7 miliardi di dollari ed oltre 3500 dipendenti ed oltre 83 milioni di abbonati in tutto il mondo, di cui 48 milioni solo negli States ha reso noto i dati relativi al Q4 2015, oltre alle stime per il primo trimestre del 2016 facendo registrare numeri da record con un rialzo del 20% delle azioni, un incremento dei ricavi del 4,9% pari a 1,82 Mld dollari in più rispetto al trimestre precedente ed un complessivo +22,8% rispetto al 2014 per un ammontare complessivo di 6,77 miliardi di dollari totali; tuttavia il dato più significativo che ha stampato un grosso sorriso sulle faccie degli azionisti è stato il +5,59 milioni di nuovi clienti incrementando la propria platea di un buon 47%.
Ma com’è il servizio?
Possiamo soltanto definirlo ottimo, il software intelligente di Netflix adegua la qualità del video a quello della linea senza compromettere la continuità della visione, quindi niente interruzioni e la possibilità del download e visione off-line per alcuni contenuti, senza costi aggiuntivi. Il software è multipiattaforma è fortemente orientato al cliente ed è disponibile da computer, smartphone, tablet, smartTV, console; il servizio si attiva e si disattiva facilmente in pochi click, senza nessun genere di problema, e se c’è qualche problema, il servizio clienti è pronto a fornire l’adeguato supporto.
Sono disponibili diversi contenuti, soprattutto serie televisive e film alcuni dei quali proprietari, infatti Netflix svolge un doppio ruolo di broadcaster e produttore di contenuti, la cui quantità e qualità è in continua crescita.
Sarà quindi Netflix a salvarci dalle “patacche” trash ignobili trasmesse dalla televisione italiana?











