HomePoliticaPiano di riordino. Forza Italia: 12 anni per partorire questo topolino

Piano di riordino. Forza Italia: 12 anni per partorire questo topolino

“Vorrei che qualcuno mi spiegasse l’utilità della riunione di oggi in Commissione Sanità sul Piano di Riordino, con la partecipazione del presidente Emiliano. Il documento è già stato approvato dalla Giunta regionale ed Emiliano non ha mancato di svilire pubblicamente il ruolo della stessa Commissione, solo per mortificare un’istituzione che ha saputo esibire il disco rosso ad una riorganizzazione sanitaria penalizzante per tutti i cittadini. A questo punto, a cosa è servita?”

Questo il duro commento del consigliere regionale di Forza Italia Domenico Damascelli.

“Se una riunione andava fatta –prosegue- era opportuno convocarla, affinché avesse un significato vero, nei mesi scorsi, aprendo una fase di confronto e condivisione con i rappresentanti istituzionali. Era quello il momento giusto per modificare il Piano e apportare le variazioni che comunque non abbiamo mancato di proporre. Ma oggi, a cose fatte, ha il sapore di un incontro ricercato esclusivamente a fini mediatici. Nulla, però, di questa giornata, concorre –conclude Damascelli- a migliorare anche in corner il Piano di Riordino e il servizio offerto ai pugliesi”.

Dello stesso tenore anche il commento degli altri consiglieri regionali di Forza Italia. Per Francesca Franzoso, Giandiego Gatta e Nino Marmo.  “di positivo c’è soltanto che il Presidente Emiliano abbia deciso di comunicare con la Commissione Sanità, dopo tanto colpevole silenzio. E di avere una pur minima interlocuzione, dopo oltre un anno di discussioni orfane della sua presenza, sui temi più sensibili del Riordino Sanitario”.

“Fermo restando – aggiungono – che il Piano su cui il Governo Regionale si ostina a sbattere la testa rimane un Piano fortemente squilibrato e, soprattutto, privo di quella condivisione a cui il Governatore fa ruffianamente riferimento. Né può reggere il tentativo di Emiliano di scaricare il fallimento del sistema sanitario pugliese in maniera generica sulle amministrazioni precedenti, perché è noto a tutti che il Partito Democratico è stato l’anima, con ben tre assessori, di tale fallimento. Tanto vero che ancora oggi ci ritroviamo a confrontarci con un Piano – quello dei trenta ospedali – che è una fotocopia del progetto del 2005. Come a dire che il centrosinistra su questa materia abbia letteralmente gettato almeno 12 anni! A questo punto non ci resta che prendere atto della protervia volontà di Emiliano di mantenere la carica di assessore alla sanità e di insistere sulla strada intrapresa”.

“Una strada forse lastricata di buone intenzioni ma piena di grosse buche sui cui sarà facile inciampare. Una per tutte: il forte e discriminante squilibrio di posti letto e specialità tra le sei province pugliesi e l’altrettanto iniqua e penalizzante distribuzione di reparti e servizi sul territorio. Frutto, nella maggior parte dei casi, – concludono i consiglieri FI  – di una distorta operazione di geopolitica piuttosto che di una seria e coerente analisi delle esigenze demografiche ed epidemiologiche delle varie comunità locali”.

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Redazione
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