HomeSenza categoriaCaporalato, mozione di 31 senatori: il Governo cambi la legge

Caporalato, mozione di 31 senatori: il Governo cambi la legge

“La legge 199 del 29 ottobre 2016 sul contrasto al caporalato, ancorché necessaria, presenta, tuttavia, numerose criticità che vanno risolte”. Lo sostengono 31 senatori che hanno presentato a Palazzo Madama una mozione a prima firmadel parlamentare barese Luigi D’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia) che impegna il Governo a modificare parti sostanziali della normativa che, a parere dei senatori proponenti, “appare poco chiara e nulla ha a che vedere con la reale necessità di reprimere le forme delinquenziali del caporalato e dare chiarezza e certezza agli imprenditori agricoli che vogliono lavorare nella legalità e con tranquillità; non opera alcuna distinzione tra i caporali e le aziende che ne utilizzano i servigi e quanti, invece, commettono infrazioni anche lievi alle regole contrattuali; prevede una sorta di responsabilità penale per conto terzi ovvero una fattispecie delittuosa piuttosto atipica”.

“Il fenomeno del caporalato”, si legge nella mozione presentata, “deve essere contrastato con mezzi efficaci ed efficienti, ma è necessario evitare applicazioni arbitrarie della Legge di riferimento che, per come è stata predisposta e nella sua concreta applicazione, mostra evidenti punti di criticità che potrebbero avere effetti negativi sull’intero settore agricolo”.

In particolare, la mozione impegna il Governo a modificare la legge 199 nella parte che prevede l’applicazione automatica della responsabilità penale dei titolari delle aziende agricole anche per lievi infrazioni e l’identificazione degli stessi con il reato di caporalato e per quelle che non hanno nulla a che vedere con il reato di cui all’art. 603-bis del codice penale; verificare le criticità emerse in sede di applicazione della normativa; valutare la predisposizione di una iniziativa legislativa volta a chiarire l’intento del Legislatore ovvero l’intento di perseguire le situazioni di vero sfruttamento; promuovere ogni iniziativa legislativa atta a evitare che un’applicazione distorta delle norme si traduca in una sorta di paralisi del comparto agricolo; prevedere linee guida volte a indicare, per tutto il territorio nazionale, criteri obiettivi ed omogenei in base ai quali accertare le violazioni previste dal nuovo articolo 603-bis del codice penale; assumere ogni iniziativa finalizzata al contenimento del fenomeno del caporalato nel comparto agricolo, di concerto con le associazioni di settore; attivarsi affinché sia rafforzata l’attività di controllo del territorio, in modo particolare, nelle campagne. #####L’automatismo che coinvolge i titolari dell’aziende agricole nelle responsabilità penali anche per lievi infrazioni e l’identificazione degli stessi con il reato di caporalato”, sottolineano i senatori, “sta comportando un clima di enorme preoccupazione per tutto il comparto agricolo, in quanto ogni singolo episodio potrebbe essere suscettibile di interpretazioni discrezionali degli inquirenti e degli organi di polizia tali da configurare il reato di cui all’art. 603-bis del codice penale. La Puglia, per esempio, è una regione virtuosa nel settore agricolo, considerato il settore trainante dell’economia regionale. Ed è proprio il comparto agricolo nel suo complesso e quello pugliese in particolare – nell’imminenza dell’apertura della campagna cerasicola e vitivinicola – a chiedere una revisione della Legge sul caporalato, perché non si trasformi in un boomerang, a danno dei lavoratori, degli imprenditori onesti e di tutto il settore”.

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Redazione
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