
C’era una volta la “questione meridionale”. E seppur con altro tenore, c’è ancora. Il Sud Italia continua a soffrire, la crisi socio – economica che ne ha sinora frenato lo sviluppo, non sembra avere allentato la morsa: numeri, dati e statistiche alla mano, lo scenario è inconfutabile. Ma la cosa più grave è che mentre in passato si sono susseguiti numerosi interventi finalizzati a migliorare lo stato di salute del malato cronico chiamato Mezzogiorno, nel nuovo millennio sembra ogni giorno di più che le regioni meridionali siano ormai state abbandonate al loro destino, emarginate dall’agendaa politica. Non si intravede più neanche un barlume di luce all’uscita dal tunnel.
“Buonanotte Mezzogiorno” è il titolo del volume, pubblicato da Carocci Editore, che delinea, in maniera nitida e senza troppi giri di parole, il panorama a tinte fosche che caratterizza un’Italia sempre più tagliata in due. Curato da Daniele Petrosino e da Onofrio Romano, con la prefazione di Franco Cassano, il libro scandaglia fatti economico – sociali, scenari passati, presenti e futuri, riservando ampio spazio ad un’approfondita analisi riservata alle classi dirigenti meridionali sulle cui spalle non mancano di certo gravi responsabilità per lo stato comatoso in cui versa da tempo il Sud Italia.
Un ritardo storico, cronicizzato dall’invadente e pervasiva presenza della criminalità organizzata, declinata nelle diverse tipologie territoriali. Gli autori dei saggi di cui si compone la pubblicazione evidenziano come gli equilibri geopolitici messi in moto negli ultimi decenni, a livello globale, abbiano posto più in ombra il divario crescente tra Nord e Sud del Belpaese.
Disoccupazione, emigrazione di cervelli, disagio sociale ed economico, rassegnazione sono i termini che ben fotografano la vita quotidiana di un terzo del Paese. Milioni di famiglie che non riescono ad intravedere neanche una flebile speranza di crescita. Mentre sprechi, sperperi di risorse, piccole grandi ruberie avvantaggiano pochi e penalizzano molti, come raccontano le cronache dei mass media che, ormai senza alcuna remora, puntano il dito contro un Mezzogiorno violento, povero, irrecuperabile. All’interno del volume un focus specifico e’ destinato proprio alle modalità con cui il sistema della comunicazione descrive fatti e persone protagonisti delle vicende meridionali.
“Sud, alzati e cammina!”, mai esortazione fu così calzante per comprendere che, finiti i tempi dell’assistenzialismo, è giunto il momento di rimboccarsi seriamente le maniche e costruire dal basso, con il reale coinvolgimento delle forze sane della società civile, il tentativo di ripresa per provare a ridare fiato al Mezzogiorno e, di conseguenza, all’intero sistema Italia. Puntando su turismo, cultura, agricoltura ed ambiente, autentici fiori all’occhiello, ma non sfruttati a dovere, del derelitto Sud.



















