HomeEconomia & SviluppoPoletti ha ragione in calcio d’angolo

Poletti ha ragione in calcio d’angolo

Il Ministro del lavoro Poletti è lontano anni luce dalla nostra sensibilità, sia politica che sociale, le sue riforme vergate già dal Governo Renzi, non sono né nelle corde né nelle preferenze a latere di chi scrive. Oltre agli sgradevoli punti del Jobs Act, come l’estinzione dell’Articolo 18, il demansionamento, il de-inquadramento o l’abolizione del divieto di video sorveglianza dei dipendenti, ci sono stati altri colpi bassi al mondo del lavoro. La depenalizzazione della somministrazione fraudolenta degli impieghi o last but not least, l’estinzione dei voucher senza fornire alternativa.

Poi nel tempo, ne ha tirate fuori di battute infelici come sui giovani che farebbero meglio ad emigrare per cercar fortuna. Oppure cose di più buon senso: “Meglio prendere 97 e laurearsi in tempo e non 110 con anni di ritardo”, ha ragione, gli imprenditori valutano il curriculum ad obiettivi, non sui crismi della forma.

Oggi si è scatenata l’ennesima bufera, per cui in coro le opposizioni da destra a sinistra ne chiedono le dimissioni: “Vedo che si stanno strumentalizzando alcune frasi che ho pronunciato in occasione di un incontro con gli studenti di una scuola di Bologna per parlare di alternanza scuola-lavoro e che gli studenti hanno compreso e condiviso nel loro significato. Per questo voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l’importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell’utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola”.

Perché è stato portato sulla difensiva? Presto detto, queste le affermazioni iniziali: “Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”.

Eppure si può sfidare chiunque, che non sia in malafede o in mero calcolo politico, a dimostrare il contrario. L’invio asettico di curricula quanti risultati porta? Inondare di carta o di mail gli esercizi commerciali quanto è efficace? Spesso pochissimo.

È l’intelligenza emotiva, quella che non si misura con il Quoziente Intellettivo, che fa la differenza. Quante volte un colpo di genio, di fortuna o di furbizia, ha fatto costruire imperi e carriere? E quante persone con Master sino alla cute dei capelli, non trovano un tubo?

Il giusto sorriso, senza entrare nel principio di giustizia etico-morale, non spalanca forse più porte di tanti attestati di qualifica appesi alla parete?

Ora, Poletti dovrebbe essere chiamato a dimettersi per la scarsa occupazione, per i salari fermi al palo, per le manovre fallimentari e dispersive nel bilancio pubblico, non per avere detto una banalità di cui siamo tutti consapevoli (fuori dal politicamente corretto e dal teatrino della politica).

È si intervenuto duramente in scivolata, ma ha toccato il pallone. Se ci fosse un arbitro preparato non ci sarebbe stato nemmeno il fischio, tanto meno avrebbe tirato fuori il cartellino giallo. Figuriamoci il rosso.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img