Adelfia, con Musica in Gioco è la migliore “best practice” europea. A seguito della candidatura di Adelfia al bando europeo “URBACT III – Good Practice Call”, il Comune è stato selezionato per la migliore “best practice” europea, diventando parte del Network delle buone pratiche urbane europee.
“E’ un risultato importante per la cittadina alle porte di Bari” – conferma l’Assessore all’innovazione e al marketing territoriale Maria Cesaria Giordano; un’ulteriore ed effettiva possibilità di promozione e valorizzazione su scala internazionale del nostro territorio”.
Dal 3 al 5 ottobre l’amministrazione presenzierà infatti, al Festival estone di Tallin, per presentare “la buona pratica adelfiese” e confrontarsi con le altre realtà europee selezionate.
Il progetto presentato e selezionato dal titolo “Musica in gioco” è un esperimento didattico nato ad Adelfia nel 2010.
Basato sul metodo didattico “El sistema” di Jose Antonio Abreu, è un’orchestra composta da bambini e ragazzi. “La “buona pratica” è un percorso didattico e ludico che contribuisce ad affrontare i numerosi disagi sociali che vivono le giovani generazioni, nei contesti urbani.
L’Associazione “Musica in gioco” offre gratuitamente lezioni di musica e di strumenti musicali ai ragazzi adelfiesi che vivono in condizioni di disagio economico sociale o che soffrono di disabilità fisiche e a ragazzi che provengono da contesti sociali e familiari senza problematiche rilevanti.
Sono loro i protagonisti del progetto biche i componenti di questa orchestra eterogenea, che rappresenta un luogo di incontro e di interazione sociale e non solo di apprendimento.
Un nuovo palcoscenico per la vita delle nuove generazioni in difficoltà, insomma, che si propone, di garantire a tutti i ragazzi le stesse opportunità di crescita e di successo nonostante le loro differenze sociali.
Queste le parole di Jose Antonio Avrei, musicista ed ex Ministro della Cultura del Venezuela: “L’orchestra è una società che pratica per definizione l’interdipendenza, l’orchestra è un’impresa collettiva in cui tutti sono d’accordo nella voglia di affrontare brani sempre più difficili, e questo forma la personalità di ogni ragazzo: previene la droga, previene la violenza, ed è uno strumento insuperabile di sviluppo sociale. La musica opera questo miracolo: costruttivo, seduttivo, creatore, nel bambino e nell’adolescente”.
Jose Antonio Abreu.











