Se cerchi il nome o l’indirizzo di uno specialista e ti rivolgi al medico curante, a un amico, o la tua compagnia di assicurazioni – secondo una recente ricerca della Scuola di Medicina della illustre Università di Harvard – fare una ricerca sul background e la formazione del professionista ti aiuterà a rassicurarti. Ecco alcune domande da porre, secondo i cervelloni di Boston, prima di effettuare una consulenza o affrontare una terapia:
1. Qual è la sua formazione (cioè, quali sono le specializzazioni e quali le qualifiche)?
2. Da quanto tempo lavora in quel campo specifico?
3. Quali tipi di trattamento o terapia pensa che possa aiutarti?
4. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei diversi approcci al trattamento, compresi i farmaci?
5. Come funziona il tipo di trattamento che propone?
6. Quali sono le probabilità che il trattamento abbia successo?
7. Dopo quanto tempo si può beneficiare degli effetti della terapia?
8. Come si valuteranno i progressi?
9. Cosa fare se non ci si sente meglio?
10. Quali i costi del trattamento o della terapia?
È difficile per un terapeuta dare risposte precise ad alcune di queste domande – precisano i professori – perché nessun terapeuta o tipo di trattamento è il migliore in assoluto. Ma ci sono alcune risposte generali che il paziente dovrebbe ricevere: lo specialista dovrebbe essere in grado di specificare, ad esempio, la sua formazione e le sue qualifiche. Un esempio? La tendenza dei professionisti della salute mentale, gli psichiatri sostanzialmente, tendono a prescrivere il tipo di terapia che conoscono meglio, sarebbe invece un segnale positivo per il paziente, se il medico descrivesse in maniera esaustiva i benefici gli eventuali effetti collaterali di diversi tipi di trattamento.
È buona prassi inoltre, chiedere al vostro medico di controllare periodicamente con voi l’efficacia della terapia. Se non si avvertono miglioramenti dopo diversi mesi, è necessario prendere in considerazione il parere di un altro professionista.











